Stellantis partner di Leapmotor, Dongfeng e Tata: per resistere serve collaborare

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L’azienda taglia la capacità produttiva in Europa di oltre 800.000 unità, “senza alcuna chiusura di stabilimenti", perché verranno condivisi sempre più con marchi asiatici

Gianluigi Giannetti

21 maggio - 21:26 - MILANO

Non esiste una "aritmetica delle opinioni", non si possono moltiplicare le dichiarazioni ufficiali per le percentuali di oscillazione in negativo o positivo di un titolo in Borsa, sperando poi di arrivare a capire i fatti. A questi si arriva dopo, anche ad anni di distanza, valutando invece gli effetti di un nuovo modo di fare l’industria dell’auto, dove non c’è contrapposizione ma casomai collaborazione con altri marchi concorrenti. "In Europa, ridurremo la capacità produttiva di oltre 800.000 unità, avvalendoci di partnership e piani di riconversione. Si tratta di un'operazione che verrà attuata senza alcuna chiusura di stabilimenti". Questa la presa di posizione del Ceo di Stellantis, Antonio Filosa, presentando quel nuovo piano strategico FaSTLAne 2030 che oggettivamente impatta sulla produzione industriale del Vecchio Continente in modo non banale. Cifre alla mano, il “taglio” di 800 mila veicoli va confrontato con il totale tra autovetture e veicoli commerciali leggeri venduti da Stellantis nel 2025 in Europa, ovvero 2.421.571 unità. Dunque, potenzialmente il piano FaSTLAne 2030 significa una riduzione della produzione continentale del 33%, oppure di un paradossale 200% se guardiamo all’Italia, dove lo scorso anno sono stati fabbricati appena 380.000 veicoli. Stellantis rassicura che ci sarà la riconversione di alcuni impianti, come quello di Poissy in Francia, ma soprattutto precisa che "si farà leva sulle partnership", tornando l’aritmetica che conosciamo tutti. Quando Stellantis comunica che "l’utilizzo degli impianti aumenterà quindi dal 60% all’80% nel 2030" molto probabilmente sottintende che saranno condivisi, collaborando con aziende orientali e asiatiche. Meno auto prodotte per sé, più spazio lasciato alle catene di montaggio installate dai partner, in una ragnatela di rapporti che il piano FaSTLAne 2030 mette nero su bianco.

Con Leapmotor in Spagna

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Attraverso la società Leapmotor International, che possiede al 51%, Stellantis ha costruito con Leapmotor un rapporto molto stretto, iniziato nel 2023 e culminato l’8 maggio scorso, con una nota ufficiale molto dettagliata. Il gruppo Stellantis intensificherà le sinergie con il marchio Leapmotor, per il quale ha prodotto la piccola elettrica T03 nello stabilimento polacco di Tychy fino all’aprile 2025. Ora l’obiettivo si sposta sull’impianto di Saragozza, dove verrà introdotta una nuova linea dedicata al suv elettrico o ibrido range extender B10 di Leapmotor e al suo gemello a marchio Opel. Alla fabbrica Stellantis di Villaverde presso Madrid verrà assegnato un altro nuovo modello Leapmotor, in produzione dalla prima metà del 2028, e la proprietà di questo impianto passerà proprio alla joint venture Leapmotor International.

con Dongfeng in Cina e Francia

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Il 18 maggio Stellantis e Dongfeng Group hanno annunciato la firma di un accordo di cooperazione strategica con l’obiettivo di espandere la loro partnership attraverso la produzione congiunta di veicoli Peugeot e Jeep in Cina, destinato tanto al mercato cinese che all’esportazione, anche in Europa. Nasce così a partire dal 2027 la joint venture denominata Dongfeng Peugeot Citroën Automobile, che costruirà autovetture nel suo stabilimento di Wuhan. Il progetto comporta un investimento complessivo superiore a 8 miliardi di yuan cinesi, cioè 1 miliardo di euro, di cui Stellantis prevede un contributo di circa 130 milioni di euro. Fin qui, strategia globale, che però ha un risvolto anche molto più vicino a noi. Stellantis intende creare una Joint Venture europea con Dongfeng, che sarà al 51% di proprietà Stellantis, con lo scopo di condividere la capacità produttiva, iniziando dallo stabilimento di Rennes in Francia focalizzata, fin qui, sul marchio premium Voyah.

Con tata in Asia e america

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A livello mondiale Stellantis tiene relazioni strette con il gruppo indiano Tata, con cui sta mettendo a punto attraverso sinergie su produzione, fornitori, prodotti e tecnologie guardando alle regioni Asia Pacifico, Medio Oriente e Africa, e Sud America, mentre con Jaguar Land Rover l’azienda prevede di esplorare collaborazioni attraverso lo sviluppo di prodotti per gli Stati Uniti. Formalmente, la presentazione del FaSTLAne 2030 rappresenta un punto di arrivo, ma in realtà è anche la premessa per far avanzare eventuali trattative finora relegate al gossip finanziario. Da questo momento in poi potrà maturare qualsiasi forma di interesse per un coinvolgimento in Maserati da parte di qualsiasi costruttore cinese, e con la stessa logica Byd si sentirà libera di presentare quella proposta ufficiale che faccia seguito alle dichiarazioni dell’azienda, “in ascolto” circa le ipotesi di cessione dello stabilmento di Cassino in Italia. Stellantis è cambiata proprio mentre il mercato sta ridefinendo ogni equilibrio. Adesso bisognerà valutarne gli effetti.

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