Oliver Mintzlaff, ad della sezione "progetti e investimenti" dell'azienda austriaca, è in arrivo a New York per trattare: la volontà è quella di avere il tecnico ancora come testimonial
7 luglio - 15:56 - DALLAS (STATI UNITI)
Il triangolo può essere accettato con un compromesso che possa far felici tutti. Su un lato c'è Jurgen Klopp, in attesa di diventare allenatore della Germania, cui ha già dato entusiastica disponibilità. Su un altro c'è la federcalcio tedesca (Dfb) che vuole chiudere il prima possibile la trattativa, per dare il senso pieno della svolta cui è obbligata dopo l'eliminazione ai sedicesimi dalla Coppa del Mondo e le dimissioni di Julian Nagelsmann. Ma il terzo lato è occupato dalla Red Bull che ha sotto contratto l'ex allenatore del Liverpool fino al 2029, senza clausole di rescissione. Oliver Mintzlaff, ex mezzofondista di valore, è ora l'ad della sezione "progetti e investimenti" dell'azienda austriaca, e potrebbe pretendere un indennizzo per liberare il suo "responsabile del calcio globale". Arriverà a New York, dove il tecnico è inviato per una tv, per trattare, insieme ai dirigenti federali. Ma ciò che interessa alla ditta della lattina, è anche non perdere Klopp come veicolo pubblicitario.
ct sponsorizzato
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A questo punto l'idea che si sta facendo strada è quella del doppio ruolo di Klopp, non tecnico ma da uomo immagine. Diventerebbe Bundestrainer ma continuerebbe a essere sponsorizzato dai Tori di Salisburgo. La federazione risparmierebbe l'indennizzo, la Red Bull avrebbe un ritorno eccellente, vista la popolarità e l'attenzione su un ct della nazionale, e Klopp anche in panchina con un cappellino griffato non scandalizzerebbe, vista la deriva pubblicitaria del calcio, incrementata in questo Mondiale in cui è stato inventato il break a metà tempo per far aumentare il costo degli spot. Da valutare cosa ne penseranno gli altri sponsor della nazionale. Al momento nessuno vorrebbe seminare ostacoli, perché la ricostruzione rapida della squadra fa comodo a tutti. A lungo andare qualche dissidio potrebbe nascere, in proporzione all'impatto dello sponsor personale nelle vicende della nazionale. Lothar Matthäus, sempre ben informato, ha detto che l'ipotesi è attuabile. Negli anni '90, quando Franz Beckenbauer per emergenza dovette sedersi sulla panchina del Bayern di cui era vicepresidente, usava negli allenamenti una tuta senza sponsor perché quello del club, che appariva su tutti gli indumenti, era concorrente del suo personale. Il Kaiser era il Kaiser, tutto gli era permesso. Adesso però i tempi sono cambiati e il triangolo potrebbe piacere.

