Hamilton, dal 2025 da incubo alla prima vittoria in Ferrari: ecco come è rinato per puntare all'ottavo Mondiale

1 ora fa 1

La vittoria del campione inglese a Barcellona viene da lontano, da quando nel 2025 disse che stava lavorando al 2026. Dai suggerimenti sulle modifiche da apportare in fabbrica alle scelte su freni e simulatore, al cambio dell'ingegnere di pista: tante le caselle che si incastrano

15 giugno - 14:07 - MONTMELO' (SPAGNA)

Per un anno intero Lewis Hamilton ha ripetuto la stessa frase: “Sto lavorando al 2026, affinché le difficoltà di questa stagione non si ripetano il prossimo anno, quando con una nuova macchina potremmo giocarci qualcosa di importante”. Parole che, contrapposte ai risultati da dimenticare della sua prima stagione in Ferrari, avevano fatto storcere il naso a molti, fuori e dentro al Cavallino. Il sette volte iridato, mai a podio per tutto il 2025, aveva infatti parlato di dossier stilati per la squadra, con elenchi molto accurati di modifiche da apportare in fabbrica e in pista. Metodologia da leader, quasi da team principal, che da subito ha rispecchiato le motivazioni del suo ingaggio: “Portare un campione come Hamilton in Ferrari - aveva sottolineato Vasseur - non significa solo garantirsi un pilota capace di fare grandi cose, ma anche le conoscenze acquisite nei suoi anni di successo”. E così Hamilton ha fatto, continuando a lavorare anche quando, attorno a lui, hanno iniziato a crescere i dubbi: troppo vecchio? Troppo polemico? Troppo diverso dall’ambiente di Maranello? “Ma io non ho mai avuto dubbi che fosse la scelta giusta - ha spiegato ieri il britannico dopo la vittoria, la 106ª della sua carriera in F1 e la prima con la Ferrari - perché sapevo che la passione di questa squadra ci avrebbe permesso di tornare a vincere”. 

contributo prezioso

—  

Una scuderia a cui Lewis ha dato il suo contributo, imponendosi su alcune delle scelte portate in pista quest’anno e trovando il pieno supporto di Vasseur. Dal cambio tecnico di direzione in merito ai freni, con il passaggio ai dischi Carbone Industrie attuato a Suzuka e poi - da Barcellona - seguito anche dal compagno di squadra Charles Leclerc, all’uso “intermittente” del simulatore di Maranello, che nonostante per Hamilton sia “il migliore con cui abbia mai lavorato” preferisce non sfruttare troppo per “concentrarsi di più su dettagli, correlazione e dati”. Input che il britannico si prende la responsabilità, e il merito, di dare al team, soprattutto ora che sembra aver trovato con la squadra il giusto spazio di azione e una terra comune su cui lavorare, molto più a suo agio tra le stanze di Maranello rispetto al 2025. 

 Race winner Lewis Hamilton of Great Britain and Scuderia Ferrari and Carlos Santi, Race Engineer of Scuderia Ferrari celebrate on the podium during the F1 Grand Prix of Barcelona-Catalunya at Circuit de Barcelona-Catalunya on June 14, 2026 in Barcelona, Spain. (Photo by Rudy Carezzevoli/Getty Images)

santi, il bonnington italiano

—  

Per arrivare a questo il britannico è passato anche attraverso cambiamenti radicali del suo gruppo di lavoro rispetto al 2025, compreso il cambio del suo ingegnere di pista al Cavallino. Dopo aver lavorato in Mercedes per 12 anni al fianco di Peter Bonnington, lo scorso anno Hamilton ha iniziato la sua avventura in Ferrari con Riccardo Adami, ex ingegnere di Vettel e Sainz. Una relazione mai decollata e interrotta alla fine del campionato, con il passaggio in questo ruolo dell’ingegnere Carlo Santi, che in passato ha lavorato con Kimi Raikkonen e che inizialmente avrebbe dovuto ricoprire questa posizione “a tempo determinato”, per ritornare al suo ruolo di head of remote engineering in contemporanea con l’acquisizione di una nuova figura dedicata a Lewis. Le cose con il britannico sono però decollate immediatamente, tanto da portare Hamilton a definire Santi il suo “Bono italiano” e a volerlo al suo fianco sul podio a Barcellona dopo la vittoria di ieri. 

sf-26 sotto una buona stella

—  

Caselle che si incastrano, mentre prosegue lo sviluppo di una monoposto che soprattutto dal punto di vista telaistico è nata sotto una buona stella e che sembra indicare una strada positiva per il prosieguo della stagione. “È presto per parlare di Mondiale”, sottolinea con decisione Fred Vasseur, sicuro che dal prossimo fine settimana di gara la Mercedes tornerà a dettare il passo sulle avversarie, come fatto nei primi sei GP della stagione. Ma ormai è tardi per fermare un sogno che ha già attraversato Stati e Continenti, seguendo i tantissimi tifosi che in tutto il mondo sognano di poter festeggiare un ottavo titolo con Lewis Hamilton. “Il sogno del re”, titolano i giornali britannici, che dopo un anno di difficoltà festeggiano il ritorno del Baronetto sul tetto del mondo del motorsport. Questa volta però, Hamilton lo sa bene, è il viaggio a valere più di tutto il resto.

Leggi l’intero articolo