Il presidente del club azzurro ha ricevuto il riconoscimento dalla sindaca Karen Bass. La curiosità è che ADL lo è diventato prima negli Stati Uniti che nel capoluogo campano, nonostante le rassicurazioni del primo cittadino Manfredi: "Arriverà presto"
Alessandra Vaccaro
8 aprile - 15:18 - MILANO
Tutti napoletani. Da Giuseppe Garibaldi, che lo diventò 1860 dopo il suo ingresso trionfale in città che sancì l’unificazione del Regno delle due Sicilie a quello d’Italia, al 1990 quando fu il musicista Renzo Arbore a ricevere la cittadinanza onoraria di Napoli per aver promosso la cultura e la canzone partenopea nel mondo. Più recentemente Alberto Angela nel 2018, paleontologo e divulgatore scientifico che commosse l’intero popolo napoletano con la puntata di Ulisse “I mille segreti di Napoli”, tanto da ottenere un plebiscito online per la petizione che gli valse l’appartenenza alla società all’ombra del Vesuvio. Ma anche Dries Mertens e Luciano Spalletti per i meriti sportivi. Tutti napoletani, tranne Aurelio De Laurentiis. Il patron del Napoli ha ricevuto, qualche ora fa, la cittadinanza onoraria di Los Angeles, prima ancora di ricevere l’onorificenza a Napoli. La sindaca Karen Bass ha conferito il riconoscimento al presidente azzurro nel corso della serata “Soccer in Hollywood”.
cittadino onorario a los angeles
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Sorrisi, abbracci e strette di mano per il numero uno del club azzurro nel gala che gli ha reso omaggio negli Stati Uniti, per i successi imprenditoriali e nello sport. Presenti all’evento personalità di spicco della comunità calcistica statunitense, atleti professionisti, oltre a personaggi di Hollywood, uniti per celebrare lo sport in vista del Mondiale di calcio e dei giochi Olimpici di Los Angeles. L’evento si è concluso con la proiezione del film Ag4in e la promessa di una nuova pellicola dedicata al centenario: “È un grande onore ricevere questo premio, questo riconoscimento e spero che il film vi piaccia. Sapete quest’anno ricorrono in 100 anni del Napoli e stiamo realizzando un film su questi 100 anni. Quindi penso che l’anno prossimo torneremo con un altro film che racconterà tutta la storia dal 1926 a oggi”, ha ammesso il presidente. Mentre la sindaca Bass non ha trattenuto l’entusiasmo: “Non vedo l’ora di venire a Napoli a vedere ciò che avete costruito, come avete costruito la squadra, come l’avete salvata e come avete davvero contribuito alla città e allo spirito del calcio in tutto il Paese. Questo è un certificato di riconoscimento da parte della città di Los Angeles per la première del film, ma soprattutto per il vostro lavoro”. De Laurentiis ha omaggiato la sindaca Bass anche attraverso il suo profilo X, pubblicando la foto di un abbraccio: “Con una cena nella mia residenza di Los Angeles si è chiusa una due giorni da ricordare. Grazie in particolare alla Sindaca di Los Angeles Karen Bass”.
da napoli ancora nulla
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Tutto è bene quel che finisce bene, se non fosse che ADL fatica a diventare profeta in patria. Il ventennio alla guida del Napoli, la rinascita della squadra partenopea dopo il fallimento, la stabile collocazione tra le big d’Europa da quindici anni, la vittoria di due scudetti in tre anni, non sono bastati ad Aurelio De Laurentiis a ricevere la cittadinanza onoraria di Napoli. Qualche mese fa il sindaco Manfredi è intervenuto sulla questione: “La cittadinanza al presidente? Questa è una volontà forte che abbiamo, quindi penso che nei prossimi mesi la concorderemo con lui e faremo questa cerimonia”. Il primo cittadino di Napoli è pronto a mantenere la promessa, come ha dichiarato nelle ultime ore alla radio partner CRC: "I tempi sono maturi per conferirla anche a Napoli. L'ho detto anche pubblicamente e prossimamente concorderemo con il presidente la data per il conferimento". Un nodo al fazzoletto che aspetta solo di essere sciolto. Prima di lui c’è riuscito Luciano Spalletti, l’allenatore del terzo scudetto del Napoli, il tecnico che ha riportato in città il tricolore dopo trent’anni di assenza: mancava dall’epoca di Diego Armando Maradona. Era il 7 dicembre 2023, Spalletti era già diventato ct della Nazionale quando nella sala dei Baroni del Maschio Angioino ricevette dal sindaco Gaetano Manfredi la targa che lo avrebbe consegnato per sempre alla storia recente di Napoli per i meriti sportivi, ma anche per il grande contributo al prestigio dell’immagine della città. In quell’occasione, Spalletti si rese protagonista di un discorso commovente: “Da questo momento sono un ‘official scugnizzo’. Questa onorificenza dimostra il legame umano con la gente di Napoli. Napoli è casa mia. Io non merito tutto questo, nessun comune mortale può meritarlo, quindi grazie”, disse l’allora ct dell’Italia, al cospetto del suo ex presidente De Laurentiis, presente alla cerimonia anche per spazzare via ogni polemica sull’addio post scudetto.
spalletti e mertens
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Il 6 giugno 2025 è toccato a Dries Mertens, o meglio Ciro, come amano chiamarlo i napoletani. Una vita nel Napoli, nove anni all’ombra del Vesuvio, dove ha deciso di mantenere casa anche dopo la fine del rapporto con la squadra. Il belga si è fatto apprezzare a Napoli come un vero scugnizzo: le magie all’ex San Paolo e le dichiarazioni d’amore quotidiane alla città, fino alla scelta di chiamare il primo figlio Ciro Romeo Mertens. Un atto d’amore. La cittadinanza onoraria è stata solo la ciliegina sulla torta di un legame solidissimo: “Napoli è passione pura: nella famiglia, nell’amicizia, anche nelle discussioni”, disse l’attaccante durante la cerimonia. E poi c’è lui, Diego Armando Maradona, diventato napoletano su carta nel 2017, ma di fatto il più napoletano di tutti da sempre.

