Yamaha evolve la sua globetrotter con la versione World Raid: doppio serbatoio da 23 litri, 500 km di autonomia, elettronica con Imu a 3 assi con giroscopio, acceleratore Ycc-T, sospensioni Kayaba riviste e un pacchetto pensato per affrontare davvero lunghe distanze. Una moto che resta fedele allo spirito off-road, ma cresce in autonomia, stabilità e comfort, diventando una delle proposte più concrete per chi vuole viaggiare senza limiti
C’è un momento preciso in cui si capisce se una moto è fatta per andare lontano oppure no. Non è quando si parte, né quando si accelera per la prima volta. È quando si smette di pensare a dove si sta andando. Quando la strada cambia, il ritmo si spezza, il fondo si sporca e il viaggio smette di essere una linea per diventare una storia. È lì che le moto si dividono: da una parte quelle che portano lontano, dall’altra quelle che si limitano a seguire. La Yamaha Ténéré 700 World Raid appartiene chiaramente alla prima categoria. Non perché sia più potente, più veloce o più sofisticata delle altre, ma perché sembra costruita attorno a un’idea semplice e quasi dimenticata: togliere ostacoli, non aggiungerne. Non richiede adattamenti, non impone uno stile, non mette alla prova. Accompagna il viaggio, riducendo al minimo le soste e lasciando spazio alla continuità. E lo fa con una naturalezza che sorprende. Perché sotto quell’aspetto da moto da Dakar, sotto i due serbatoi, sotto un’elettronica presente ma mai invasiva, resta una Ténéré autentica. Solo che oggi è cresciuta. Non per diventare più estrema, ma per diventare più completa, più pronta, più libera. E anche più consapevole del proprio ruolo, come dimostra un posizionamento che la porta a 13.199 euro: una cifra importante, ma coerente con l’evoluzione tecnica e con l’idea di una moto pensata per fare davvero tanta strada. E soprattutto più adatta a quel momento preciso in cui il viaggio comincia davvero: quando si smette di guardare la mappa e si inizia semplicemente ad andare.
1 La guida: quando il viaggio diventa una questione di equilibrio
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Salire sulla Ténéré 700 World Raid è un’esperienza che sorprende già nei primi metri. Non tanto per quello che fa, ma per come lo fa. Nonostante i 220 kg in ordine di marcia e il doppio serbatoio da 23 litri, la moto non appare mai ingombrante. La posizione di guida è naturale, il busto resta eretto, le gambe si appoggiano su un serbatoio largo ma ben sagomato e soprattutto si ha subito la sensazione di controllo. Nei tratti urbani o nelle manovre lente emerge chiaramente il lavoro fatto sulla distribuzione dei pesi: il carburante è posizionato in basso, la massa è centralizzata e l’effetto inerziale è ridotto. Il risultato è una moto che si muove con una facilità sorprendente, molto più vicina nella percezione a una media che a una adventure da viaggio. Usciti dalla città, quando il ritmo cresce, la World Raid mostra un altro lato della sua personalità. Sul veloce è stabile, ma non è mai pesante. L’avantreno comunica, la ruota da 21 pollici non penalizza come si potrebbe pensare e l’ingresso in curva è progressivo, pulito, prevedibile. Si può frenare con decisione, lasciare scorrere la moto e chiudere la traiettoria senza correzioni brusche. È una guida rotonda, che premia la fluidità e la precisione più che l’aggressività. E quando si alza davvero il ritmo emerge una qualità rara: la coerenza. La moto non cambia carattere, non diventa nervosa, non si irrigidisce. Resta sempre leggibile. Il motore CP2 gioca un ruolo fondamentale in questo equilibrio. Non ha picchi, non ha strappi, ma una spinta piena e costante che permette di uscire dalle curve con naturalezza. Non serve cercare il regime perfetto, basta aprire il gas. Con la mappa Explorer la risposta è più dolce, ideale nei passaggi più tecnici o su fondi a bassa aderenza, mentre con la Sport diventa più diretta senza mai risultare aggressiva. In fuoristrada si capisce davvero il senso del progetto. La World Raid non è una specialista estrema, ma quando il fondo si rompe, quando arrivano pietre, buche, appoggi incerti, la moto resta composta. La nuova forcella Kayaba lavora con precisione, assorbe e mantiene il contatto, mentre l'ammortizzatore segue con una progressione che permette di gestire anche le situazioni più impegnative. La trazione è sempre presente e l’elettronica interviene in modo intelligente, lasciando spazio alla guida. È una moto che non chiede perfezione, ma restituisce fiducia. E quando si viaggia davvero, è questo che fa la differenza.
2 Due serbatoi, una sola idea: andare lontano sul serio
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Il doppio serbatoio da 23 litri rappresenta l’elemento progettuale più distintivo della Ténéré 700 World Raid, ma la sua funzione va ben oltre il semplice incremento dell’autonomia. Il sistema è composto da due serbatoi in alluminio interconnessi, progettati per lavorare come un unico volume durante la marcia attraverso un sistema di comunicazione interna che garantisce un flusso costante e uniforme del carburante. Quando la moto è ferma, invece, il collegamento viene interrotto per evitare trasferimenti indesiderati di massa, migliorando la stabilità e la sicurezza. Questa soluzione consente non solo di raggiungere percorrenze nell’ordine dei 500 km, ma soprattutto di intervenire sulla distribuzione dei pesi in modo significativo. Il carburante viene infatti posizionato più in basso rispetto a un serbatoio tradizionale e più vicino al baricentro longitudinale della moto, riducendo l’effetto pendolo tipico delle masse alte e migliorando la maneggevolezza sia nelle manovre lente sia nelle fasi dinamiche. La forma esterna dei serbatoi è stata completamente ridisegnata per favorire la mobilità del pilota, soprattutto nella guida in piedi, e per migliorare il contatto con le gambe nelle fasi di controllo della moto. A questo si aggiunge un beneficio aerodinamico: l’ingombro laterale crea una protezione naturale contro il flusso d’aria, riducendo la pressione sul busto e contribuendo a limitare l’affaticamento nei trasferimenti a velocità costante. È un componente che non si limita ad aumentare la capacità, ma che ridefinisce l’equilibrio complessivo della moto.
3 Elettronica: la tecnologia che serve davvero
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La Ténéré 700 World Raid introduce un pacchetto elettronico più evoluto rispetto alle versioni precedenti, basato su una piattaforma Imu a 3 assi con giroscopio (definita anche a 6 assi) in grado di rilevare costantemente accelerazioni e velocità angolari lungo gli assi di beccheggio, rollio e imbardata. Questi dati vengono utilizzati per gestire in modo integrato il traction control (Tcs), lo slide control system (Scs) e il sistema Abs, adattando l’intervento delle assistenze in funzione dell’inclinazione della moto e delle condizioni di aderenza. Il sistema è progettato per lavorare in modo trasparente, senza introdurre filtri percepibili nella guida. Il comando del gas è affidato al sistema Ycc-T, che elimina il collegamento meccanico diretto tra acceleratore e corpi farfallati, permettendo una gestione più precisa dell’erogazione. Sono disponibili due mappe motore, Sport ed Explorer, che modificano la risposta del gas senza intervenire sulla potenza massima, adattando il comportamento della moto ai diversi contesti di utilizzo. La gestione dell’Abs prevede diverse configurazioni: modalità completamente attiva per l’uso stradale, modalità con disattivazione del posteriore e modalità Off che consente il bloccaggio di entrambe le ruote, pensata per il fuoristrada più tecnico. Il Brake Control integra la funzione Abs in curva, modulando la frenata in funzione dell’inclinazione. Il sistema di controllo è completato da riding mode dedicati (Street, Off Road e Off) che permettono di selezionare rapidamente il livello di assistenza desiderato. L’interfaccia utente è progettata per essere intuitiva, con un cruscotto Tft da 6,3 pollici che offre diverse visualizzazioni e integra funzioni di connettività e navigazione. L’intero pacchetto è sviluppato con un obiettivo preciso: aumentare il controllo senza aumentare la complessità percepita.
4 Motore CP2: la sostanza prima dei numeri
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Il bicilindrico parallelo CP2 da 689 cc rappresenta una delle architetture più consolidate della gamma Yamaha e nella World Raid viene ulteriormente affinato nella gestione elettronica e nell’interazione con il resto della moto. Si tratta di un’unità con distribuzione bialbero e configurazione a 4 valvole per cilindro, caratterizzata da una fasatura dell’albero a 270° che simula il comportamento di un V-twin in termini di trazione e risposta all'acceleratore. L’erogazione è costruita attorno a una curva di coppia piena e lineare, con un picco di 68 Nm a 6.500 giri/min e una potenza massima di 73,4 Cv a 9.000 giri/min. La gestione dell’aspirazione e dell’iniezione sono ottimizzate per garantire una risposta progressiva e prevedibile, particolarmente utile nelle condizioni di scarsa aderenza. L’introduzione del sistema Ycc-T consente una modulazione più precisa del comando del gas, migliorando la connessione tra input del pilota e risposta del motore. Anche la trasmissione è stata aggiornata con interventi sui profili dei denti degli ingranaggi e sull’incremento del numero di denti nelle marce inferiori, migliorando la fluidità degli innesti e la progressione nelle fasi di accelerazione e rilascio. Il rapporto finale resta invariato, mantenendo un equilibrio tra capacità di trazione in fuoristrada e utilizzo stradale. Il risultato è un motore che privilegia la gestibilità e la continuità di erogazione rispetto alla prestazione pura, integrandosi perfettamente con la filosofia generale della moto.
5 Ciclistica: il compromesso che funziona
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La ciclistica della Ténéré 700 World Raid è stata sviluppata con l’obiettivo di aumentare la precisione e il controllo, senza compromettere la capacità di assorbimento tipica delle moto da off-road. Il telaio in acciaio a doppia culla mantiene la sua architettura di base, ma viene abbinato a un pacchetto sospensioni completamente rivisto. All’anteriore è presente una forcella Kayaba a steli rovesciati da 46 mm di diametro, dotata di piastra a tre morsetti in alluminio che aumenta la rigidità dell’insieme. Il trattamento superficiale Kashima riduce l’attrito interno e migliora la scorrevolezza, contribuendo a una risposta più sensibile alle piccole sollecitazioni. L’escursione resta di 230 mm, ma la qualità del lavoro cambia grazie a una taratura più raffinata. Al posteriore il monoammortizzatore Kayaba, completamente regolabile, presenta una corsa aumentata e una nuova cinematica del leveraggio, progettata per offrire una progressione più efficace nelle fasi di compressione. L’escursione della ruota posteriore è di 220 mm, mantenendo la capacità di assorbimento necessaria in fuoristrada. A completare il pacchetto c’è un ammortizzatore di sterzo regolabile su 16 livelli, che migliora la stabilità alle alte velocità e nei tratti più sconnessi. L’altezza da terra di 255 mm conferma la vocazione off-road, mentre il sistema frenante con doppio disco anteriore da 282 mm e pinze Brembo privilegia la modulabilità rispetto all’aggressività, una scelta coerente con l’utilizzo della moto su superfici a bassa aderenza. L’insieme restituisce una ciclistica capace di adattarsi a condizioni molto diverse, mantenendo sempre un buon livello di controllo e prevedibilità.
6 Pregi e difetti
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Cosa ci è piaciuto e cosa non ci ha convinto della Yamaha Ténéré 700 World Raid.
Piace
- Grande autonomia reale e capacità di viaggio;
- Elettronica evoluta ma semplice da usare;
- Equilibrio riuscito tra off-road e asfalto.
Non piace
- Prezzo in crescita rispetto alla Ténéré standard;
- Impianto frenante più votato alla modulabilità che alla sportività;
- Peso impegnativo per un uso off-road estremo.
7 In poche parole
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La Ténéré 700 World Raid non cerca di stupire. Punta ad arrivare in fondo, ovunque, anche nei viaggi più estremi. È un’evoluzione intelligente: aggiunge ciò che serve, senza perdere ciò che conta. Non cambia il concetto di Ténéré, lo amplia. E lo porta esattamente dove deve stare: lontano.
8 Scheda tecnica
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I principali dati tecnici della Yamaha Ténéré 700 World Raid.
Yamaha Ténéré 700 World Raid - La scheda tecnica
| Motore | Bicilindrico parallelo con manovelle a 270°, 4 tempi, raffreddato a liquido, 689 cc, Dohc, 4 valvole per cilindro |
| Alesaggio e corsa | 80,0 mm x 68,6 mm |
| Rapporto di compressione | 11,5:1 |
| Potenza massima | 54,0 kW (73,4 Cv) a 9.000 giri/min |
| Coppia massima | 68 Nm a 6.500 giri/min |
| Alimentazione | Iniezione elettronica |
| Cambio | 6 marce |
| Trasmissione finale | Catena |
| Elettronica | Ycc-T, Imu a 3 assi con giroscopio, controllo di trazione, controllo dello slittamento, Abs, riding mode |
| Strumentazione | Tft a colori da 6,3” con connettività |
| Telaio | Doppia culla in acciaio |
| Sospensione anteriore | Forcella regolabile Kayaba a steli rovesciati da 46 mm Ø, corsa ruota 230 mm |
| Sospensione posteriore | Progressiva, monoammortizzatore, corsa ruota 220 mm |
| Freno anteriore | Due dischi da 282 mm Ø |
| Freno posteriore | Disco da 245 mm Ø |
| Pneumatici | Anteriore: 90/90-21. Posteriore: 150/70-18 |
| Peso in ordine di marcia | 220 kg |
| Capacità serbatoio carburante | 23 litri |
| Consumo | 4,3 l/100 km |
| Autonomia | Circa 500 km |
| Dimensioni | Lunghezza 2.370 mm. Interasse: 1.596 mm. Altezza sella: 890 mm |
| Colori | Bianco/nero/rosso, Nero/oro |
| Prezzo | 13.199 euro franco concessionario |

