Protti: "Il cancro è subdolo, sto reimparando a camminare. Per Sacchi potevo fare al massimo la C, invece..."

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L'ex attaccante che sta lottando con la malattia presenta il suo film: "I tifosi mi chiedono di non mollare, dimostra che il calcio è una grande comunità. Arrigo mi disse quella frase e aveva ragione, ma con passione e sacrificio ho superato i miei limiti"

29 marzo - 09:38 - MILANO

"Sto imparando a camminare di nuovo, come quando si è piccoli0". In una intervista a Sky Igor Protti presenta il film "Igor. L'eroe romantico del calcio", da lunedì al cinema, e racconta la sua battaglia contro il cancro al colon scoperto 10 mesi fa. La malattia sei mesi fa ha intaccato le vertebre. "Da dieci mesi sono in lotta con un avversario subdolo, purtroppo questo percorso mi ha già creato diverse complicazioni che mi fanno tornare un po' indietro - dice . Poco tempo fa sono stato di nuovo operato e dopo 20 giorni a letto sto ricominciando a camminare, cerco di recuperare. Tanti tifosi mi hanno mandato messaggi di vicinanza e solidarietà chiedendomi di lottare e non mollare. Questo dimostra che il calcio è una grossa comunità che a volte sembra dividere ma invece ci accomuna tutti sotto la bandiera per una stessa squadra”.

la carriera

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In collegamento telefonico Protti ha parlato anche della sua carriera: "Quando ero ragazzino avevo Sacchi come allenatore e lui disse che per le mie caratteristiche avrei potuto giocare al massimo in Serie C, però lavorando giorno dopo giorno sono riuscito a diventare capocannoniere in Serie A. Sacchi in quel momento aveva ragione: guardando quel calciatore, più della Serie C non poteva fare. Questo è la dimostrazione che con la passione, volontà e spirito di sacrificio si può arrivare oltre a quelli che possono sembrare i nostri limiti".

il film

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Il film, da domani al cinema, è stato girato prima del manifestarsi della malattia. "Abbiamo finito le riprese 10 giorni prima che venissi a conoscenza della mia malattia - ha spiegato Protti -, quasi come se fosse una cosa che doveva essere fatta. Parla della mia carriera fin da quando ero ragazzino, quando ho iniziato nelle giovanili del Rimini, fino alla mia ultima giornata in campo a Livorno contro la Juventus in cui ho lasciato definitivamente il calcio".

il libro

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Nei giorni scorsi a Bari Protti aveva presentato il libro scritto con Michele Salomone: "Bari, ti amo! Parola di zar". E in collegamento telefonico Protti ha raccontato: "È una battaglia difficile ma la affronto quotidianamente". 

La Gazzetta dello Sport

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