Il team principal frena sulle aspettative legate allo sviluppo di motore che il Cavallino porterà a Monza anche se ammette: "Aiuterà, questo è certo". E il Cavallino potrà comunque contare su altre doti. Sulla stagione: "La SF-26 è abbastanza buona, il che non era scontato per il primo anno di un nuovo regolamento"
"Come a scuola: “Bene, ma si può fare di meglio”. È un passo avanti rispetto al 2025, perché siamo più performanti. La vettura è abbastanza buona, il che non era scontato per il primo anno di un nuovo regolamento". Con queste parole citate da Auto Hebdo il team principal della Ferrari Frederic Vasseur, ha tracciato il bilancio della prima metà di stagione della Scuderia, delineando una rotta fatta di realismo e ambizione controllata. La rossa è attualmente seconda nel mondiale costruttori, staccata di 72 punti dalla Mercedes. Una distanza significativa, ma non incolmabile, visti i costanti progressi mostrati finora in pista. Il deficit iniziale sul fronte motoristico era previsto, e Vasseur lo ammette con estrema onestà: "La Mercedes è ancora davanti, almeno a livello di motore. Ci si aspettava che fosse dura per noi sul motore per un anno. E tenuto conto del deficit di partenza, ce la stiamo cavando piuttosto bene. Ovviamente non basta, perché vogliamo vincere".
rossa agile
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Una dichiarazione lucida che introduce il tema caldo della seconda parte del campionato, al via dopo la pausa estiva. Proprio con la ripresa delle competizioni, la Ferrari si prepara a giocare carte importanti, a partire da Zandvoort, dove si correrà nel weekend del 23 agosto. Il circuito olandese, caratterizzato da curve guidate e continui cambi di direzione, potrebbe infatti esaltare le doti specifiche della SF-26. La monoposto di Lewis Hamilton e Charles Leclerc ha dimostrato un'eccellente agilità nelle curve e un'aerodinamica che permette una gestione ottimale dell'energia, compensando rispetto alla Mercedes, che fa della grande potenza e del suo miglior dispiegamento sul giro il proprio punto di forza. La SF-26 si fa valere egregiamente nei tratti guidati, un fattore che a Zandvoort potrebbe fare la differenza.
attesa monza
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Subito dopo l'Olanda, si volerà a Monza per il GP d'Italia. Uno dei momenti della verità della stagione. Sarà quello il momento cruciale per la power unit di Maranello, che riceverà l'aggiornamento più atteso della stagione, quello con la seconda tranche dell’ADUO concessa al Cavallino. L’attesa è palpabile e forse è anche per questo che Vasseur frena un po’ sulla possibilità di annullare del tutto le distanze con i leader del mondiale: "Riprendere completamente la Mercedes? Direi di no. Aiuterà, questo è certo. Quando si guarda a Mercedes e Red Bull, si parla di uno o due decimi al giro di differenza dati dal motore. Non è comunque un vantaggio importante da colmare".
ottimismo
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Eppure, al di là della prudenza formale del manager francese, vi sono elementi oggettivi che autorizzano un moderato ottimismo. La Ferrari del 2026 ha mostrato un’ottima affidabilità (Hamilton è il solo pilota in griglia ad aver completato tutte le gare, e pure a punti). In questo ha pagato la scelta di Maranello di puntare forte sul 2026 con molto anticipo. La scuderia ha gestito egregiamente gli aggiornamenti, portandone in pista oltre 30, in particolare a Miami e Barcellona. Questo lavoro continuo ha progressivamente ridotto il divario prestazionale con la Mercedes e ha portato ai trionfi di Hamilton a Barcellona e di Leclerc a Silverstone. Anche al muretto, al netto di alcune valutazioni di strategia che sono costate care a Hamilton a Silverstone e in Ungheria, oggi la Ferrari è più decisa ed è cresciuta. Certo, ci sono state anche alcune penalità di troppo, in particolare da parte di Hamilton. La Mercedes resta la favorita, ma questo Mondiale si giocherà sui dettagli e la Ferrari c’è, ondeggiante tra il realismo del suo leader e la forza silenziosa della SF-26.

