Uso delle basi e spese militari, i dossier caldi sul tavolo Italia-Usa

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   I paletti sull'uso delle basi americane in Italia, le spese per la Difesa ancora a livello ritenuto non adeguato, la mancata partecipazione al Purl, il programma che prevede l'acquisto di armi Usa destinate all'Ucraina da parte dei Paesi europei. I 'cahiers de doléances' di Washington nei confronti di Roma sul piano militare sono ben definiti ed hanno avuto un ruolo nelle ultime invettive di Donald Trump contro la premier Giorgia Meloni. Al ministero della Difesa - come nel resto del governo - c'è tuttavia sorpresa per i toni del presidente-tycoon. Anche perché quelli usati solo lunedì scorso dal segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, nel corso dell'incontro al Pentagono con il ministro Guido Crosetto, erano stati del tutto diversi.

    Un faccia a faccia che sembrava aver rasserenato il clima tra i due Paesi. Da Hegseth erano arrivati elogi all'Italia che ospita attualmente circa 30.000 americani tra militari, personale civile e i loro familiari.

"Siamo particolarmente grati per il sostegno costante che il vostro governo e il popolo italiano dimostrano", sono le parole del segretario, che aveva anche sottolineato "il crescente ruolo di leadership dell'Italia nella difesa europea è dovuto in gran parte all'impegno del primo ministro" Giorgia Meloni.

    Pochi giorni dopo, tutto spazzato via dall'accetta di Trump. Che ha attaccato in particolare sull'uso delle basi non concesse durante la guerra all'Iran. Il riferimento è a quanto emerso a fine marzo, con la mancata autorizzazione all'atterraggio a Sigonella di un bombardiere americano che successivamente si sarebbe diretto verso l'Iran. La materia è regolata da trattati che i due Paesi sono impegnati a rispettare, è la posizione dell'Italia. Trattandosi di un volo non logistico, ma di un velivolo da combattimento che raggiungeva un teatro di guerra, concedere l'atterraggio sul suolo italiano avrebbe significato contribuire attivamente al conflitto in Iran. Da qui il veto, che evidentemente non è stato ancora digerito da Trump. Così come l'impegno finanziario che Roma dedica alla Difesa.

    Ci sono poi tante collaborazioni tra i due Paesi sul fronte degli armamenti. Come quello con Lockeed per il caccia di quinta generazione F-35. Per quello di sesta generazione, il G-Cap, però, l'Italia ha scelto come partner Giappone e Uk. Altro punto di discussione potrebbe essere l'annunciata revisione della presenza militare Usa in Italia. Dopo il colloquio con Hegseth, Crosetto aveva spiegato di non aver percepito la volontà di un disimpegno degli Stati Uniti dalle basi italiane. Con Trump, però, ogni giorno tutto è in discussione. 

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