Salvini snobba Vannacci, Lega a doppia cifra alle politiche

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Mostra i muscoli, Matteo Salvini.  "Questo centrodestra vincerà le politiche con Lega in doppia cifra" dice il leader della Lega snobbando i sondaggi che danno Futuro Nazionale di Roberto Vannacci già avanti rispetto al Carroccio. Una narrazione costruita ad arte, concordano in molti affollando i gazebo di Milano, voluti dal segretario come stimolo per individuare il nome del candidato sindaco del centrodestra per la città meneghina. Un duello a distanza con Vannacci, che nelle stesso ore assicura: "Il 5.9% nei sondaggi è solo l'inizio. Non credo ai sondaggi, i veri sondaggi li faccio per la strada, quando le persone mi chiedono di andare avanti".


    Vannacci ha tracciato le sue "linee rosse": no a nuovi reati come l'islamofobia, l'omofobia, niente fattispecie di femminicidio ("altrimenti bisognerebbe poi parlare di immigraticidio'"), popolazione straniera massimo al 4% rispetto alla autoctona ("che altrimenti risulta snaturata"). Goffredo Bettini, dirigente ascoltato del Pd, commenta amaro: "Vannacci purtroppo va preso sul serio, dice le parole che non può dire la Meloni. Lavora dentro una faglia reale delle democrazie occidentali. La distanza tra le élite, anche democratiche, e i dimenticati, gli arrabbiati, i disperati, quelli che non credono più nella democrazia, perché schiacciati nella loro condizione considerata senza sbocchi. Li c'è un vuoto nostro". Quanto alle alleanze, dice il Generale che non è lui ad averle escluse, ma "i partiti del centrodestra, che erigono muri perché hanno paura o vogliono mettere le mani avanti".


    Ma il tema di Vannacci in coalizione non impensierisce Salvini, o almeno così mostra il segretario leghista: "Per il momento si è messo fuori, poi se cambierà idea... Ma se voti reiteratamente contro il governo e per mandare a casa il governo, poi o cambi idea e dici ho sbagliato oppure non puoi chiedere di entrare". Anche il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara, ad un gazebo, smonta l'appeal di Vannacci: "Tutti siamo capaci di dire 'adesso mandiamo via tutti gli stranieri', 'adesso con la bacchetta magica non ci saranno più reati nelle strade', tutti siamo capaci a dire queste cose. Noi facciamo i fatti concreti e vogliamo essere giudicati dai fatti concreti".


    Intanto sono circa 40 i punti dove i militanti del Carroccio, e non solo, tra oggi e domani potranno esprimere il nome preferito. Dalle urne potrebbe trovare un nuovo rilancio Salvini, dopo gli striscioni apparsi nei giorni scorsi a favore di Luca Zaia, e in vista della cabina di regia di lunedì con il segretario, Zaia e Fedriga per stemperare le tensioni nel partito. "Coinvolgere tutti gli eletti è assolutamente cosa utile, però non ci sono in vista congressi, statuti, regolamenti o altre cose. Il mio mandato come segretario dura altri tre anni", mette in chiaro il segretario. Che torna quello delle origini, con un commento alla notte di tensione in Val di Susa, con scontri fra no tav e forze dell'ordine. Salvini posta una sola parola: "Ruspa!". Di un suo possibile approdo al Viminale, poi, dice unicamente: "Io sto bene dove sto e non commento l'incontro Piantedosi-Mattarella, che è un amico".


    Ma i gazebo rimettono la questione Milano sul tavolo del centrodestra, dove non mancano le ipotesi: Ignazio La Russa spinge Maurizio Lupi, Forza Italia vorrebbe un civico, Carlo Calenda è per Carlo Cottarelli e Paolo Berlusconi per Guido Bertolaso. Una sfida tutta da giocare. 
   

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