Rinnovo o addio? Sicuramente nell'estate del turco c'è l'ambito viaggio oltreoceano e se dovesse arrivare una chiamata da Istanbul...
Titolo: “Una settimana da Calha”. Svolgimento: prima le gesta in maglia rosso Turchia che sono valse la qualificazione al Mondiale, poi il primo gol su azione del 2026 con l’Inter da far stropicciare gli occhi. Magie e un sogno realizzato. Per l’altro, quello tricolore, è ancora al lavoro ma con la rete contro la Roma ha ribadito che la sua Inter può contare su di lui, eccome. Appagato dopo aver staccato con Montella un biglietto per le Americhe? Macché. Hakan Calhanoglu nei grandi momenti ci sguazza e conta di farli durare il più a lungo possibile.
l'oscar
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Testa ed esperienza non sono mai mancate: “Nel calcio ci sono gli alti e bassi, abbiamo sbagliato qualche partita ma dopo la sosta siamo rientrati tutti, abbiamo parlato e siamo sempre insieme nel bene e nel male. Essere un bel gruppo fa la differenza”, ha detto dopo il 5-2 alla Roma che è diventato il nuovo manifesto interista della volata finale. Milan e Napoli non potevano essere avvisate in modo più cristallino. Per Cristian Chivu, nessuna sorpresa. Il turco è un elemento centrale della sua squadra e del suo gioco. E quando c’è lui… “Ciak, si gira”. Hakan, in doppia cifra di gol (9 in campionato e uno in Champions), punta all’Oscar per la miglior regia di questa stagione con un film fatto di grandi azioni, un pizzico di suspense ed effetti speciali. Dopo Lautaro è il giocatore che nell’Inter segna di più ma ci sono anche (tanti) altri motivi per cui Chivu non vedeva l’ora tornasse a pieno regime. “Quando sei infortunato per un mese vuoi rientrare. Fisicamente e mentalmente vai giù - ha ammesso il turco - e provi sempre a tornare prima possibile. Stare sempre sul pezzo non è facile ma se ho il mio ritmo... Ora mi sento bene e voglio continuare così fino all'ultimo. Mi ha fatto bene anche giocare le due partite in nazionale. Se sto bene e mi sento libero possono arrivare anche gol così. Ne ho fatti nove e non è poco per un regista”. No, affatto. Poi si è tolto un sassolino dalla scarpa: “Mi dicono che segno solo su rigore ma non è così, quando ho spazio voglio segnare anche in altro modo”.
il mercato
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I tifosi ora si chiedono per quanto tempo ancora Calha continuerà a segnare e a dirigere le operazioni del centrocampo di Chivu. Il suo contratto scade nel 2027 e dopo le offensive turche della scorsa estate e di gennaio è palese il richiamo della patria. È il terzo più pagato dell’intera rosa interista, dietro Lautaro e Barella, e il Galatasaray non è spaventato dal potenziale investimento sul 32enne che in Turchia è celebrità e idolo indiscusso. La questione rinnovo con l’Inter, non semplice, ad oggi è in stand-by: come per qualsiasi altro discorso di mercato, arrivati a questo punto della stagione, è tutto rimandato all’atteso e auspicato scudetto. Da Istanbul aspettano pazienti, sanno che al giocatore non dispiacerebbe affatto tornare a casa e sanno anche che l’Inter non ha intenzione di perderlo a zero. Senza rinnovo, questa è l’ultima estate utile per monetizzare l’uscita del centrocampista arrivato dal Milan da svincolato. Pensieri estivi, prima c’è un campionato da vincere: l’Oscar di Calha passa anche da qui.

