Mancava solo l'Europa League, ora la collezione è completa: Tammy Abraham raggiunge Emerson Palmieri in questa speciale statistica
Per l'Aston Villa il successo in finale di Europa League di ieri assume i contorni della leggenda, visto che i Villans non vincevano un trofeo internazionale da ben quarantaquattro anni. Ma c'è un giocatore del club di Birmingham che ha festeggiato due volte: la finale di Istanbul gli ha infatti permesso di ritagliarsi un posto nella storia del calcio europeo. Si tratta di Tammy Abraham, vecchia conoscenza della Serie A, che alzando al cielo l'Europa League ha completato il poker delle competizioni Uefa a livello di club: aveva già vinto Champions e Supercoppa col Chelsea nel 2021 e Conference League con la Roma nel 2022. Un'impresa riuscita, in questi anni, solo a un altro ex romanista: Emerson Palmieri.
abraham alla roma
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"Preferisci la pioggia di Londra o il sole dell'Italia?". Siamo nell'estate 2021 e a José Mourinho basta una semplice domanda per convincere Tammy Abraham - fresco campione d'Europa - a lasciare il Chelsea per diventare il puntero della sua Roma. Tra i due il feeling esisteva già da qualche anno, visto che era stato proprio Mou a farlo esordire in Premier a 17 anni. Poi il portoghese aveva imboccato l'autostrada verso Manchester, ma siccome tutte le strade portano a Roma, rieccoli insieme nella Capitale, protagonisti della cavalcata in Conference (9 i gol del centravanti inglese) conclusa con la magica notte di Tirana e la grande festa al Circo Massimo. Sembrava il preludio di una storia destinata a durare a lungo e, invece, il rendimento di Abraham in giallorosso è crollato nella sua seconda stagione italiana: appena otto gol in 38 gare di campionato e un solo acuto in Europa League, competizione chiusa tra le lacrime (e le polemiche) della finale persa col Siviglia. Nonostante la stagione deludente, sia la Roma che Mou decidono di dargli ancora credito: l'investimento è stato importante (circa 40 milioni) e Tammy resta un patrimonio della società. A quel punto, però, ci si mette di mezzo il destino: nell'ultima partita di campionato contro lo Spezia, Abraham si scontra con un avversario e resta a terra. La diagnosi è tremenda: rottura del crociato. Mesi di assenza in cui cambia tutto. Mourinho non c'è più e al suo posto arriva De Rossi. Sul gong del mercato arriva Lukaku. Molto più di un segnale, quasi un biglietto di sola andata lontano da Roma.
all'improvviso il milan
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La possibilità di riscatto arriva però dal mercato: è il 30 agosto quando Roma e Milan perfezionano uno scambio di prestiti di alto livello. Saelemaekers in giallorosso e Abraham a San Siro, operazione che fa felici sia Daniele De Rossi che Paulo Fonseca. E una grande occasione anche per Abraham: il Milan ha appena salutato Giroud e non ha investito grosse cifre sul centravanti. L'inglese può giocarsi il posto da titolare con Morata e Jovic. E, in certi momenti di una stagione al limite del drammatico, Abraham riesce anche a farsi preferire ai compagni, sia nell'undici di Fonseca che in quello di Conceiçao. Il flash dei suoi mesi in rossonero è ovviamente la zampata che ha regalato al Milan la Supercoppa in rimonta sull'Inter. Sembrava il più classico dei gol della rinascita e, invece, il disastro generale ha portato il Diavolo a fare un'altra volta tabula rasa. E Abraham a riprendere in mano la valigia.
turchia, aston villa e record
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E arriviamo così al presente. Dopo la prima parte di stagione con la maglia del Besiktas - col senno di poi, verrebbe da dire, giusto qualche mese per prendere confidenza con lo stadio della finale - Tammy ha optato per la scelta più logica, quella di tornare a casa. E così, a 29 anni, è ripartito da dove tutto è iniziato. Ha detto subito sì all'Aston Villa, dove ha infilato i primi gol pesanti della sua carriera (in Championship nel 2018/19). L'idea era semplice quanto banale: chiudere un cerchio e provare a sentirsi di nuovo un calciatore di primo piano. E in fondo possiamo dire che ce l'ha fatta. Non da protagonista assoluto, sia chiaro, ma ha dato il suo onesto contributo in un'annata che - tra qualificazione in Champions e vittoria dell'Europa League - rimarrà nella storia. Il futuro poi, come sempre in questi ultimi anni, resta un punto di domanda, ma Abraham può affrontarlo con il sorriso di chi ha alzato un altro trofeo e si è fatto un'altra passeggiata nella storia del calcio.

