La wild card e l'Us Open vinto in doppio da junior: chi è Tabur, l'avversario di Sinner a Parigi

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Ventisei anni, un Challenger vinto ad aprile e la classifica da n.165 al mondo per il francese che affronta il n.1 nel primo turno

Lorenzo Topello

Collaboratore

21 maggio - 20:07 - MILANO

La più bella settimana della carriera di Clement Tabur inizia con un malinteso. O meglio, con una scoperta dell’ultimo minuto: il classe 2000 è lì che sta programmando qualche giorno di vacanza con la fidanzata, poi si accorge di essere entrato nel tabellone delle qualificazioni a Metz. Uno dei tornei del cuore, col caldo pubblico di casa a fare il tifo. È il novembre 2025 e Tabur non ha mai vinto un incontro a livello Atp. Ma sul veloce indoor di Metz prende l’abitudine: passa indenne i turni di qualificazione, poi batte un top 100 come Kovacevic e si ripete agli ottavi contro Blockx. A fine partita gli viene da ridere: “Di solito il giovedì vado in vacanza, ecco perché oggi c’era poca gente sugli spalti con me…”. Per sua fortuna, a bordocampo all’esordio nel Roland Garros ci saranno solo posti in piedi: di fronte a lui c’è Jannik Sinner. 

un challenger

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Clement Tabur sta cominciando a flirtare coi tabelloni principali Atp, se è vero che un pugno di giorni fa si è garantito la qualificazione a Ginevra guadagnandosi il primo turno, dove a dire il vero non ha neanche sfigurato: fuori al terzo set contro Popyrin dopo aver sfiorato pure il tie break. Sulla terra battuta si è tolto le maggiori soddisfazioni: non solo la qualificazione di Ginevra, ma anche il primo Challenger vinto in carriera, quello dello scorso aprile a Tallahassee. In bacheca figurano anche undici titoli Itf, conquistati per la maggior parte sul rosso. La stessa superficie che lo ha visto debuttare a livello Slam lo scorso anno: al Roland Garros è arrivato vincendo il percorso di qualificazioni e perdendo al primo turno contro il connazionale Corentin Moutet. 

wild card

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Qualche anno fa, ai microfoni della Federtennis francese, confessava come il Roland Garros fosse ovviamente lo Slam del cuore: “Giocare lì è un sogno. Guardo le partite parigine da quando ero piccolo, e ho tantissimi ricordi. Il tabellone principale è uno dei miei obiettivi a lungo termine”. E ha fatto check-in nel main draw anche in questo 2026, seppur con una wild card. La vittoria più importante della carriera? Escluse le due a Metz dello scorso novembre, spicca il successo proprio alle qualificazioni parigine dello scorso anno: al turno decisivo gli si è stagliato davanti uno come Daniel Evans, ex numero 21 del mondo. E Clement ha colto lo scalpo. 

il precedente con darderi

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Tabur, soprattutto a livello Challenger, ha incrociato un gran numero di italiani. Nel 2023 si prende la finale a Todi dopo una maratona conclusa in tardissima serata e incrocia la racchetta contro Luciano Darderi: “Io sono stanchissimo, ho recuperato solo grazie alla presenza di alcuni amici giunti qua per darmi la carica. Luciano è uno che garantisce match intensi, dovrò riposarmi bene”. In effetti ne esce una bella battaglia almeno per i primi due set, spartiti equamente, prima che l’azzurro prenda il largo e chiuda 6-1 il terzo. L’ultima sfida con un italiano invece Tabur l’ha vinta, giusto qualche giorno fa: giocava l’ultimo turno di qualificazione per Ginevra, ha superato Raul Brancaccio. 

rovescio

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Un colpo su cui ha lavorato tanto negli anni? Il rovescio: “Tempo fa mi faceva davvero male, ma ora sto acquisendo sempre più fiducia in quel fondamentale e sento di riuscire a colpire sempre più forte. Avevo bisogno di giocare bene non solo in un frangente, ma nell’arco di un’intera partita o un intero torneo”. Il ranking lo dimostra: ora siede al numero 165, il miglior piazzamento raggiunto per ora in carriera. A livello Slam vanta un alloro, seppur a livello Junior: ha vinto nel 2018 il doppio all’Australian Open, in coppia con l’amico fraterno Hugo Gaston. Il momento più importante della carriera, prima di questo esordio Slam col numero 1 al mondo.

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