Russell scaccia lo "spettro" Antonelli: "Inizio turbolento. Ma il mio avversario sono io"

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L'inglese della Mercedes, che l'anno scorso ha vinto in Canada, deve rispondere alle vittorie di Kimi ma è carico: "Ho già avuto gare negative e a Miami ho imparato molto. So che l'approccio è restare focalizzati e dare il massimo, il resto verrà da sé"

Giusto Ferronato

Giornalista

21 maggio - 20:28 - MILANO

Non è un weekend come tutti gli altri per George Russell. L’inglese della Mercedes, che aveva iniziato la stagione alla grande vincendo in Australia, dopo quattro gare si ritrova a 20 punti da Kimi Antonelli, che dopo Melbourne gli ha rifilato tre schiaffoni in Cina, in Giappone e soprattutto a Miami. Tre pole e tre vittorie del giovane italiano che, nella considerazione generale, hanno invertito la narrazione di George favorito per il titolo e iniziato a far pensare a tanti che in Mercedes le gerarchie, se non già cambiate, stiano realmente scricchiolando sotto i piedi dell’inglese. Montreal, se non altro, è una pista amica, dove l’anno scorso vinse proprio lui. E allora George, alla vigilia delle prime prove libere e delle qualifiche Sprint, si fa coraggio contro lo "spettro" di Antonelli: sa che in questo weekend è un osservato speciale e che la sua reazione è necessaria. 

miami difficile

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Riflettendo sul recente periodo, Russell non ha usato giri di parole: "È stato un inizio turbolento – ha detto citato dalla BBC – ma la verità è che Miami è sembrata la prima gara difficile della stagione". In Florida George ha in effetti beccato 43 secondi da Antonelli, ma lui parla di lezione salutare: "Mi considero in buona posizione perché penso di aver imparato di più a Miami che nelle prime tre gare della stagione. Miami ci ha insegnato molto perché per tutta questa stagione ci siamo concentrati sull'energia e sui problemi che abbiamo affrontato in F1 negli anni passati, ovvero portare le gomme nella finestra di temperatura ottimale e trovare il giusto assetto. Ma tutti gli altri elementi, oltre all’aspetto energetico, non sono scomparsi: è solo che non ci siamo concentrati abbastanza su di essi e Miami è stata un'ottima occasione per ricordare a me e al mio team che bisogna comunque concentrarsi sugli elementi fondamentali che fanno la differenza nel weekend di gara". 

TOPSHOT - (L/R) Race winner Mercedes' British driver George Russell celebrates with teammate and third place finisher Mercedes' Italian driver Kimi Antonelli on the podium after the 2025 Formula 1 Grand Prix du Canada at Circuit Gilles-Villeneuve in Montreal, Canada, on June 15, 2025. (Photo by Geoff Robins / AFP)

io e kimi

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Nonostante la delusione per il podio mancato, la fiducia resta alta in vista di un circuito, il Gilles Villeneuve, dove il clima più fresco dovrebbe aiutare la gestione degli pneumatici, punto debole a Miami. "Certo, non volevo finire quarto a Miami e non ne ero contento – ha detto Russell – ma sono molto soddisfatto di ciò che ho imparato da questa esperienza, perché credo che mi aiuterà a migliorare sui circuiti dove fatico ogni stagione". Il confronto interno con Antonelli non sembra scalfire la sua determinazione: "Vedo me stesso come mio avversario perché so che, se faccio tutto quello che mi compete, posso arrivare in cima, e a Miami non è successo. Conosco le mie difficoltà su una pista come Miami, devo solo concentrarmi su questo ed è l'approccio che ho adottato negli ultimi anni, contro Lewis e contro Kimi l'anno scorso. Al momento sono concentrato solo sul dare il massimo, io e la mia squadra, e il resto verrà da sé". 

sviluppi mercedes

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A Miami la Mercedes porterà un significativo pacchetto di aggiornamenti per rispondere a Ferrari e McLaren: “È ancora presto e so come affrontare la situazione – ha detto – non è la prima volta nella mia carriera che vivo una o due gare negative, ma in questo sport le cose cambiano così in fretta: una settimana hai una gara difficile e quella successiva torni in pista e tutto torna alla normalità. Gli aggiornamenti? Speriamo che rappresentino un miglioramento significativo come quello che hanno portato McLaren e Ferrari a Miami, ma come sappiamo non ci sono garanzie. Sappiamo cosa dice la carta e non vedo alcun motivo per cui non dovrebbe tradursi in risultati concreti”.

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