Tour donne, Niewiadoma è la regina del Ventoux: trionfo e maglia gialla. "È gioia pura"

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Un altro muro è caduto: la corsa femminile ha scalato per la prima volta il Gigante di Provenza, una delle montagne più iconiche del ciclismo. Impresa straordinaria della polacca (moglie di Phinney), già vincitrice del Tour 2024: stacca Vollering di 1'17" e toglie la maglia gialla a Reusser. Terza Longo Borghini a 1'43". A due tappe dalla fine, in classifica Niewiadoma guida con 15" su Vollering e 39" su Reusser

Luca Gialanella

Giornalista

7 agosto 2026 (modifica alle 18:50) - MILANO

Tour de France Femmes 2026 - 5th Edition - 7th stage La Voulte-sur-Rhone - Mont Ventoux 146,8 km - 07/08/2026 - Kasia Niewiadoma (POL - CANYON SRAM zondacrypto) - photo Tommaso Pelagalli/SprintCyclingAgency©2026

Un altro muro è caduto. Le ragazze del Tour de France conquistano il Mont Ventoux, il Gigante di Provenza, scoperto dal poeta Petrarca nel 1336, che mai era stato scalato nella corsa francese femminile. Unite in un applauso unico, dalla vincitrice all’ultima. Nel 2017 l’Izoard, poi il Tourmalet nel 2023 e l’Alpe d’Huez 2024. Adesso la montagna più seducente del ciclismo. «Il Dio del male che chiede sacrifici», secondo l’intellettuale francese Roland Barthes, o «il deserto in salita, un Sahara di pietre» per Jacques Goddet, storico direttore del Tour, o «una bestia malvagia», come Felice Gimondi lo descrisse a Marco Pantani, vincitore nel 2000 dopo un infinito duello con Armstrong.

l'attacco

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Stavolta sul Mont Ventoux non ci sono state streghe che si aggirano di notte nei boschi, morti misteriose per bufere di neve, incidenti di aerei, corpi scomparsi e poi ritrovati all’improvviso. In cima, a 1910 metri di quota, sotto l’osservatorio meteo che ha registrato punte record del Mistral (il maestrale) fino a 320 km all’ora, dopo 15,7 km di scalata, la polacca Kasia Niewiadoma compie l’impresa più bella della sua carriera. La regina del Ventoux è lei, moglie di Taylor Phinney (maglia rosa al Giro 2012), vincitrice del Tour 2024 sull’Alpe d’Huez: la leader della Canyon-Sram attacca a 9,6 km dall’arrivo e stacca nettamente la maglia gialla Reusser e la Vollering. È la più forte, fa una cronoscalata senza mai girarsi indietro, una magia: e quanto tifo. In vetta, con il vento che spazza la strada esposta al sole, al fianco solo le pietre e sopra soltanto il cielo, precede Demi Vollering di 1’16” e la tricolore Elisa Longo Borghini di 1’42”, protagonista di un’eccellente ma tardiva progressione finale; quarta Reusser a 1’46”. In classifica Niewiadoma è maglia gialla con 15” su Vollering, 39” su Reusser e 2’59” su Longo Borghini a due tappe dalla fine. Ora il Tour si sposta in Costa Azzurra con le due tappe conclusive. Sabato ottava tappa, Sisteron-Nizza, 171 km, mossa nel finale, e domenica Nizza-Nizza, 99 km, con quattro scalate del Col d’Eze. Sulla Promenade des Anglais si festeggerà la maglia gialla del Tour Femmes 2026.

tra le leggende

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Sull’Alpe d’Huez di Coppi, nel 2024, Niewiadoma ha vinto il Tour con appena 4” su Vollering; oggi sul Mont Ventoux ha conquistato una delle cime più iconiche del ciclismo. Per la polacca, 31 anni, è la 22a vittoria, la prima al Tour: in carriera ci sono anche Freccia Vallone 2024, l’Amstel Gold Race 2019, il Trofeo Binda a Cittiglio nel 2018, più il secondo posto al Fiandre 2024. "Sono senza parole - ha detto Niewiadoma con il suo sorriso più bello -. Questa vittoria la dedico ai miei genitori e a mio marito che erano qui a bordo strada. Avevo scalato il Ventoux per tre volte con Taylor e con i miei amici, in ricognizione: questa è gioia pura, è puro piacere di pedalare".

la cronaca

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Era la settima tappa, La Voulte sur Rhône-Mont Ventoux, 146,8 km e 3500 metri di dislivello: la giornata più dura di questa edizione, una prova di sopravvivenza estrema, anche per le condizioni climatiche. La salita è stata affrontata dal versante sud di Bedoin/Saint Esteve, quello più impegnativo: 15,7 km all’8,8% medio con arrivo a 1910 metri di quota. Restano subito davanti le tre più forti: la maglia gialla Reusser, svizzera; l’olandese Vollering (prima nel 2023) e la polacca Niewiadoma (regina del Tour 2024). A 9,6 km dalla conclusione, se ne va Niewiadoma e poi per due volte Vollering, che prova a sfiancare Reusser. Niewiadoma fa una cronoscalata senza mai girarsi. A 6 km dal traguardo si esce dal bosco e si trova lo Chalet Reynard: qui si incrociano le strade che salgono dai versanti di Bedoin e Sault, e quel punto di ristoro diventa la salvezza di chi vuole poi lanciarsi verso la vetta. Da questo momento ci sono solo pietre, caldo e sofferenza estrema: 6000 metri senza vegetazione, paesaggio lunare. Non cresce nulla perché non può crescere nulla. A 4 km la polacca ha 1’15” su Reusser e Vollering, ed è maglia gialla virtuale, Longo Borghini a 1’40”. Poi l’accelerazione finale nel tratto più aperto, e tra le pietre del Ventoux, in un panorama lunare, Niewiadoma trova la maglia gialla più bella.

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