Non solo i gol: per la prima volta in carriera il Cholito avrà un ruolo più ampio
La fascia da capitano al primo battito del nuovo corso non si può, di certo, derubricare come un gesto casuale. E men che meno lo è stata la scelta del club di dedicare la seconda maglia alla storica amicizia che, da oltre mezzo secolo, lega il Toro agli argentini del River Plate. Che, per la cronaca, è il suo club del cuore in patria. Questi, se vogliamo, sono solo i primi due segnali di come il ruolo di Giovanni Simeone stia decisamente cambiando all’interno del Toro (qui la fanta scheda dei granata). Ma lungo il primo mese di lavoro del nuovo tecnico, Ignazio Abate, si possono ritrovare tante altre tracce di come il Cholito abbia assunto un peso specifico ben diverso rispetto al passato. In questa storia c’entrano poco i gol e la sua proverbiale fame da centravanti vero, per quanto - com’è logico che sia - il club si aspetti da Simeone una seconda stagione molto prolifica, e in linea con gli undici gol segnati al primo anno granata. Negli ultimi trenta giorni, però, è molto cambiato il ruolo di Giovanni, in tante piccole sfumature ma anche nelle grandi dinamiche che interessano lo spogliatoio. Simeone è stato posto al centro del Toro, e lui questa nuova vita se l’è presa con piacere e con un grande senso di responsabilità. Nella sua carriera questa è la prima volta in cui dovrà essere non solo un attaccante: perché nel nuovo corso torinista Simeone è un punto di riferimento per tutti. Per il tecnico Abate, per la società, per gli stessi compagni di squadra agli occhi dei quali è decisamente un punto di riferimento e un esempio acclarato. Riconosciuto da tutti. La nuova vita granata del Cholito è già cominciata: lui ora vive, respira, intende il Toro in una maniera differente rispetto a come ha fatto il primo anno. In questo discorso, entrano anche le parole. Come quelle recenti del presidente del Toro, Urbano Cairo: "Ho voluto trattenere Giovanni con tutti i mezzi possibili, lui è troppo importante per il Toro". E come le parole dello stesso Simeone che, poco prima di salutare il ritiro di Pinzolo, aveva detto: "Questo nuovo progetto mi piace molto, qui sta nascendo davvero qualcosa di bello: dentro lo spogliatoio è arrivata una nuova e importante energia portata dal tecnico Abate".
I tre capitani
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Una nuova vita e un nuovo ruolo all’interno del club si riflettono anche in nuove gerarchie. Qui il flashback è necessario, e bisogna ritornare alla prima amichevole del precampionato dei granata: in Trentino il Toro scioglieva le gambe contro una selezione locale di Pinzolo. Prima uscita, prima volta di Abate sulla panchina granata: e chi indossava quel pomeriggio la fascia da capitano? Proprio Giovanni Simeone. Certo, Nikola Vlasic (che ufficialmente è il vice capitano) era ancora in vacanza, e il capitano Duvan Zapata era sì in ritiro ma non venne impiegato in quell’amichevole. La verità è che il nuovo corso del Toro, sotto la guida di Abate, si sta costruendo intorno ai tre capitani: Zapata, Vlasic e Simeone. E nessuno si stupirà se, in futuro, la fascia tornerà ancora sul braccio dell’argentino.
Trasformazione
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In fondo, questa è l’estate che segna una piena trasformazione del ruolo di Simeone all’interno di un club. Finora, dovunque ha giocato, gli hanno sempre tutti richiesto esclusivamente i gol, adesso il Toro gli progetta un ruolo da uomo-squadra a tutto tondo. Su di lui ha puntato a occhi chiusi un anno fa il presidente Cairo, indovinando un acquisto che durante la stagione non solo ha fatto la differenza: il Cholito infatti è riuscito a caricarsi sulle spalle la squadra nei momenti più complicati. Adesso, durante i giorni del ritiro in Trentino, è anche scoccato un bel feeling con Abate. Proprio l’allenatore punta con decisione sull’attitudine del Cholito a essere un leader nel gruppo e sul suo carisma per affidargli (anche) il compito di rappresentare un esempio per tutti i compagni dentro lo spogliatoio. E, in particolare, una guida per i tanti calciatori giovani del Toro. È cambiato il peso di Simeone dentro il Toro, sta cambiando la sua vita da calciatore. E si è posto un obiettivo nel breve: sbloccarsi subito, sabato sarà già Coppa.


