Il difensore inglese pronto stasera a Bari a entrare e giocare i primi minuti con l'Inter. Nel frattempo sta accelerando i tempi di ambientamento grazie all'aiuto di Lautaro, l'autore del gol che ha condannato l'Inghilterra al Mondiale
John Stones ha scoperto che il mondo può cambiare in fretta. Stamattina, durante il primo viaggio di questa nuova vita nerazzurra, se la rideva di gusto con chi un mese fa gli spezzava il cuore: nella semifinale del Mondiale, Lautaro Martinez gli era scappato alle spalle come uno sparviero e con una testata aveva spento il sogno suo e di tutta l'Inghilterra. Adesso il Toro sta nel suo stesso esercito, è il capitano dell’inglese pronto al debutto. Più nel profondo, l’argentino è il compagno a cui può affidarsi nei giorni di ambientamento ad Appiano. Il resto arriverà con il tempo, ma intanto a Bari, stasera contro il Betis, l’inglese vivrà il momento simbolico che aspettava: i primi minuti con la maglia dell’Inter. Non dall’inizio perché gli allenamenti sono stati pochissimi – sono iniziati, di fatto, solo quando la squadra è tornata dalla tournée –, ma un assaggio a partita in corso è altamente probabile. Tra l’altro, giocherà contro un club da Champions: i sivigliani possono essere avversari anche in Europa, nella competizione in cui più serve l’apporto del 32enne John, esperto navigatore di quei mari in 10 anni di gloria al Manchester City.
la scoperta
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Questo debutto va letto soprattutto in prospettiva, anche perché servirà pazienza per vederlo come titolare in nerazzurro. Tra una settimana a San Siro arriverà il Monza per la prima giornata di campionato e quel giorno avrà più benzina nel serbatoio, ma non abbastanza per partire dall’inizio. Insomma, l’innesto sarà graduale, anche perché c’è da conoscere un nuovo Paese, un nuovo campionato e, più in generale, nuovi automatismi difensivi in un reparto a tre. L’Inter non ha fretta, anche perché in questo affare di mercato il presidente Beppe Marotta e il ds Piero Ausilio hanno colto un’occasione e non risposto a una necessità: Stones si è liberato dal City a parametro zero e per uno così Oaktree, di solito poco incline ad aggiungere ultratrentenni svincolati, ha fatto un’eccezione (assieme al biennale da 4 a stagione, c’erano comunque da pagare commissioni ritenute sostenibili). Stones inizia quindi l’avventura con un preciso progetto, pensato di concerto con Christian Chivu, un tempo difensore di simile qualità: l’inglese non è arrivato per giocare cinquanta partite, né per essere spremuto tra campionato, Champions e coppe, ma andrà gestito per alzare il livello al momento opportuno. Tra l’altro, il Mondiale da protagonista ha tolto i dubbi che le ultime stagioni avevano lasciato sul fisico: sembrerebbero superati i problemi muscolari che gli hanno tolto continuità e lo hanno costretto a un lungo stop tra dicembre e febbraio. Insomma, la scommessa nerazzurra non sta certo nella quantità, ma nella qualità che il tempo non ha tolto a John: letture, tecnica con la palla, freddezza da vendere. Lo accompagna un reparto assai abbondante: con lui, l’ex compagno Akanji, il rampante Bisseck, la colonna Bastoni con Carlos Augusto alle spalle e pure il figliol prodigo Pavard. Il match di Bari sarà pure un’ultima sgambata estiva per l’Inter, ma per John è pure una scoperta, come quella appena fatta felicemente su Lautaro: Stones ha, infatti, capito subito che quell’argentino dalla faccia cattiva, che tanto lo ha fatto soffrire, sarà il primo a difenderlo quando ce ne sarà bisogno.


