Gargiulo, responsabile marketing di Gucci: "Incarna l’eccellenza italiana, fuori dagli stereotipi". Il bis nel tempio di Wimbledon sarebbe da leggenda
Il tennis è il quarto sport più popolare al mondo, con 800 milioni di fan. Davanti ci sono soltanto il calcio (1,96 miliardi), il basket (1,18 miliardi) e gli sport motoristici (841 milioni), secondo Platformation Enterprise Services. Jannik Sinner è il numero 1 del quarto sport più popolare al mondo. La conclusione è quasi inevitabile: Jannik Sinner è uno degli atleti più popolari al mondo. Questo sillogismo spiega perché, nel corso degli ultimi anni, la strategia dell'immagine sinneriana ha progressivamente allargato i confini, uscendo dal territorio nazionale per abbracciare un seguito ormai diffuso a diverse latitudini. Oggi Sinner è un eroe globale. Su Instagram, il 40% dei suoi 5,5 milioni di follower (+10% da inizio anno) proviene da fuori Italia. Intendiamoci, nel nostro Paese Sinner ha trasformato il tennis da disciplina di nicchia a fenomeno popolare: da Roma a Torino, la sua presenza ai grandi eventi genera scene di entusiasmo mai viste. Lui stesso non perde occasione per manifestare il proprio legame con il pubblico italiano. Tutto questo, però, non esclude la dimensione internazionale e trasversale del personaggio, anche sul piano commerciale. D’altra parte, la natura dei big della racchetta è itinerante: in bacheca Sinner vanta già 29 titoli, conquistati in 22 città differenti, in quattro continenti (gli manca l’Africa, anche perché lì si gioca solo il 250 di Marrakech).
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Il portafoglio di Sinner conta 14 partnership, per incassi complessivi annui di 35 milioni più bonus (fonte ChainOn). L’avvicendamento più recente, in un segmento merceologico affine, è indicativo: dalla prima banca nazionale, Intesa Sanpaolo, al colosso assicurativo Allianz, nei cui mercati-chiave il tennis è il secondo sport più popolare dopo il calcio. Sinner ne è ambassador globale, così come per le crociere (Explora Journeys), le creme per il viso (La Roche-Posay), il caffè e la pasta d’esportazione (Lavazza e De Cecco). Partner della prima ora quali Gucci, Nike e Rolex sono anch’essi multinazionali. Ed è dall’evoluzione di questi rapporti che si comprende il percorso compiuto da Jannik. Come racconta Dario Gargiulo, Chief Client, Marketing and Commercial Officer di Gucci: "Abbiamo scelto Jannik nel 2022, molto prima che diventasse il numero uno al mondo, ed è proprio questo tempismo a raccontare il senso più profondo della nostra collaborazione. Ci ha colpito fin da subito per l’autenticità del suo carattere e per la direzione chiara del suo percorso. In lui riconosciamo valori profondamente affini alla maison: disciplina, precisione, compostezza e un’idea di italianità contemporanea, raffinata, sobria, mai stereotipata. Jannik incarna con naturalezza quel dialogo tra rigore ed eleganza che da sempre rende il tennis vicino al mondo della moda, e a Gucci in particolare. La collaborazione è cresciuta insieme a lui: un momento chiave è stato Wimbledon 2023, quando è entrato sul Centre Court con una borsa Gucci. Un gesto che ha segnato la storia del tennis e del suo dialogo con la moda. Da lì, il progetto si è sviluppato progressivamente fino alle campagne più recenti, seguendo il suo percorso con continuità. Ed è proprio questa coerenza nel tempo ad aver reso il legame così autentico e solido".
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Tre anni fa, a Londra, Jannik stupì tutti presentandosi con il borsone firmato, il primo oggetto di lusso mai portato sui campi dell’All England Club, tanto da richiedere l’approvazione di Itf, Atp e Wimbledon. E ieri, sempre a Londra, ha lanciato la campagna Made in Italy. "Con The Original Sinner abbiamo voluto giocare sul nome di Jannik per raccontare ciò che rappresenta: un talento autentico, riconoscibile dentro e fuori dal campo. Un atleta capace di superare le aspettative e di portare nello sport e nella moda la stessa forza espressiva. Con Made in Italy il racconto si spinge ancora più in profondità: Jannik diventa l'incarnazione di un'idea di italianità contemporanea, un campione che interpreta la tradizione del suo sport con uno sguardo nuovo. È una narrazione di valori condivisi - eccellenza, artigianalità, identità italiana - che Gucci e Jannik portano insieme sulla scena internazionale. E che continueremo a sviluppare, insieme a lui", conclude Gargiulo.


