Serie A: Roma-Atalanta in campo sabato alle 20.45 DIRETTA

1 ora fa 2

Roma-Atalanta in campo sabato alle 20.45 DIRETTA 

La vigilia

Le tensioni con Claudio Ranieri e non solo. Alla vigilia della sfida Champions contro l'Atalanta la conferenza stampa di Gian Piero Gasperini è un mix di emozioni: c'è sorpresa per le dichiarazioni del senior advisor dei Friedkin, ma è un sentimento al quale si aggiungono la nostalgia ricordando gli anni all'Atalanta e la rabbia con il quale scalcia la porta abbandonando anzitempo la sala stampa di Trigoria.

L'ultima immagine è forse la più forte: Gasperini si commuove parlando del rapporto con Antonio Percassi e lascia la conferenza. "La sintonia a Bergamo è venuta meno anche perché papà Percassi (Antonio, ndr) non c'era più e io ero molto legato a lui", dice con le lacrime agli occhi.

"All'Atalanta abbiamo fatto cose incredibili, ma non solo per merito mio, ma anche di una società capacissima - aggiunge -. Se sono stato nove lì forse non sono una persona così brutta con la quale lavorare...".

Prima ancora, però, aveva espresso stupore per le parole di Ranieri. La frattura sembra insanabile, nonostante i tentativi dei Friedkin in settimana di provare a calmare le acque. Ma Ranieri, pronto eventualmente anche a fare un passo indietro, non ha ritoccato di una virgola quanto detto venerdì scorso prima della gara con il Pisa, trincerandosi nel silenzio e non presentandosi più a Trigoria dopo martedì. "Ma quelle parole sono state una sorpresa incredibile - dice Gasperini, provando ad anticipare le domande -. Non c'erano mai stati toni aggressivi tra noi prima di quel momento. E' evidente, mio malgrado, come io abbia subito tutto questo impatto mediatico. Ma da quel momento in poi mi sono preoccupato solo di non rispondere e di non creare alcun tipo di danno o diffcoltà alla squadra perché noi abbiamo ancora chance di Champions: quella è l'unica cosa importante".

Alla squadra, poi, dà "zero alibi", nonostante tutto, perché la gara con l'Atalanta sarà uno spartiacque della stagione. "Se vinciamo, siamo autorizzati a giocare e lottare per il quarto posto - dice Gasp -. Viceversa, se perdiamo e' decisiva in senso negativo". Di tali pressioni e' consapevole una squadra che ai blocchi di partenza di domani si presenta anche con tantissime assenze. E gli infortuni sono stati uno dei punti di frizione tra allenatore e Ranieri.

Ultimo caso, quello di Wesley, citato dal tecnico. "Si sente di poter giocare, ma lo staff medico (portato da Ranieri, ndr) frena. Su questo si innescano delle discussioni e delle problematiche, ma che rientrano nella norma. Di lì a fare tutto un altro tipo di discussione ce ne passa. Ma se il medico dice di no, io non posso farci nulla". In questo clima la Roma si gioca l'accesso in Champions, distante appena tre lunghezze e con 18 punti a disposizione nelle ultime sei partite del campionato. A fine stagione, a meno di un'escalation, si tireranno le somme, ma lo scenario oggi pare chiaro: i Friedkin dovranno scegliere tra Gasperini e Ranieri.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Leggi l’intero articolo