"È fondamentale andare dove hanno fiducia in te”: ecco cosa c’è dietro le lacrime di Gasp

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Il tecnico giallorosso alla vigilia di Roma-Atalanta si è commosso ricordando il rapporto con il presidente nerazzurro e i 9 anni che hanno reso grande la Dea

Giorgio Dusi

17 aprile - 18:32 - BERGAMO

È il 15 giugno 2016 quando l’Atalanta presenta Gian Piero Gasperini come nuovo allenatore. “Un grandissimo tecnico che ho sempre considerato il top per una realtà come la nostra” lo incensa il presidente Antonio Percassi, definendolo “il valore aggiunto per questa società”. Profetico, rileggendolo quasi dieci anni dopo. La storia della Dea da quel giorno cambia: l’Europa League conquistata, le cinque qualificazioni in Champions, le notti stellate di Bergamo, l’amore di una piazza. Ricordi che non si cancellano e che inevitabilmente riaffiorano in maniera ciclica. Come nella conferenza stampa che ha anticipato Roma-Atalanta, quando Gasperini, ricordando lo strettissimo rapporto con il presidente nerazzurro, non è riuscito a trattenere le lacrime.

un inizio difficile

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“È fondamentale andare dove hanno fiducia in te” dice il tecnico in quella calda mattinata di metà giugno. Fiducia, appunto. Quella che dalla società ha avuto anche nei momenti più difficili. Come le 4 sconfitte nelle prime 5 partite, i dubbi, lo spettro dell’esonero, allontanato parzialmente dal successo per 3-1 contro il Crotone in quel di Pescara. La domenica successiva c’è Atalanta-Napoli, passata alla storia come la partita della svolta: 1-0, gol di Petagna. Cambia tutto: l’umore, per cominciare. Ma anche la filosofia. Dentro tutti i giocatori cresciuti nel vivaio: Gagliardini, Caldara, Conti, più Kessié che era squalificato. “Quando il mister mi ha anticipato la formazione il giorno prima non ho chiuso occhio per tutta la notte” racconterà in seguito lo stesso Antonio Percassi. Il suo diktat è chiaro: “L’allenatore è forte e deve essere seguito: chi vuole seguirlo rimane, gli altri vadano a casa”.

la svolta positiva

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Da quel giorno cambia tutto. L’Atalanta nei mesi successivi rivende a peso d’oro i suoi “figli di Zingonia” lanciati e valorizzati da Gasperini, avviando il percorso che tutti conosciamo. Ma non sarebbe stato possibile senza la fiducia incondizionata del presidente. L’Atalanta chiude al quarto posto con il record di punti, 72. Non va in Champions per un soffio. Ma la strada è tracciata e così a maggio arriva il rinnovo di altri tre anni. La foto di Gasperini e Percassi insieme in Piazza Vecchia, uno dei simboli di Città Alta a Bergamo, è l’attestato di una stima reciproca: “Lo vogliamo a vita”, dice il presidente dopo Atalanta-Chievo, nella festa in campo per celebrare il ritorno in Europa quasi trent’anni dopo l’ultima volta. Concetto reiterato anche quando, il 10 settembre 2019, i due sono insieme a Palazzo Frizzoni, sede del Comune, nel giorno in cui l’allenatore diventa cittadino onorario di Bergamo. “Resta qui, è scontato” diceva il presidente tre mesi e mezzo prima, quando a Reggio Emilia i nerazzurri hanno conquistato la prima qualificazione in Champions League. Festeggiata uno a fianco dell’altro. “Questa famiglia mi sta dando enormi gratificazioni”, aggiungerà Gasp due anni dopo, quando nel novembre 2021 viene annunciato il suo rinnovo fino al 2024.

…E QUELLA NEGATIVA 

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- Fast forward: febbraio 2022. La società Atalanta cambia, con l’avvento di Stephen Pagliuca e della proprietà americana, che acquisisce la maggioranza delle quote. Antonio Percassi resta saldamente alla presidenza. Gasperini lo scorso gennaio, prima della gara d’andata di questo campionato tra Roma e Atalanta, lo definisce il “comun denominatore” tra il prima e il dopo Pagliuca, momento spartiacque. “Da lì è cambiata la visione della figura dell’allenatore”. Senza lesinare però complimenti e lodi per il suo ex presidente: “Un imprenditore straordinario”. Il collante del rapporto. L’Atalanta vince l’Europa League, a Dublino il presidente e il tecnico si abbracciano, versano lacrime di gioia. “Ma non è stato il momento più alto: sono convinto che si potesse fare di più. Ed è quello che sto cercando a Roma”.

l'epilogo

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Ecco, la fine. La separazione arriva nel 2025, dopo tre estati iniziate con il chiacchiericcio su un possibile divorzio: dalla vulcanica conferenza stampa del 2022 delle “tre strade” di Gasperini, che lasciava presagire ad un addio - e che vista a posteriori dopo le parole sui Pagliuca assume tutto un altro significato - al nodo dei rinnovi contrattuali nel 2023 e nel 2024. Giorni di inevitabile agitazione in cui il più tranquillo è, ovviamente, Antonio Percassi. “Non c’è problema” sottolinea uscendo dai suoi uffici nel giugno 2024. A febbraio 2025, Gasperini annuncia in conferenza che non ci sarebbero stati altri rinnovi di contratto con l’Atalanta, evidente anticamera dell’addio. Il 3 aprile, il mister e il presidente arrivano insieme, fianco a fianco, alla ‘prima’ del film “Una vita da Dea” che raccontava il trionfo di Dublino. Prima della proiezione, Antonio Percassi prende parola: “Speriamo che il mister resti con noi”. Pochi giorni dopo, Gasperini la definirà “l’ennesima dimostrazione dell’apprezzamento e del rapporto reciproco che abbiamo. Non c’è mai stato alcun problema. Tutto il resto è calcio. E il calcio va avanti”. Ma i ricordi e i rapporti restano. E talvolta fanno commuovere.

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