A Roma si inizia a parlare di quarta luce dei semafori, un'idea che circola a livello internazionale per sfruttare i vantaggi delle auto connesse e autonome
Giuseppe Croce
11 aprile - 09:56 - MILANO
Roma potrebbe essere una tra le grandi metropoli del mondo in cui inizierà la sperimentazione della quarta luce bianca per i semafori stradali. La novità è al momento allo studio, come conferma Roma Servizi per la Mobilità, la società pubblica creata dal Comune di Roma Capitale per gestire la pianificazione, la supervisione, il coordinamento e il controllo della mobilità pubblica e privata in città. La quarta luce dei semafori comporterebbe un investimento economico non indifferente, per il quale si potrebbe però attingere ai finanziamenti pubblici per le smart road. La quarta luce, infatti, è dedicata proprio alle auto connesse e autonome.
LA LUCE BIANCA
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La quarta luce dei semafori sarebbe bianca e posizionata nella parte bassa del dispositivo, sotto la luce verde. Lo scopo di questa luce, quando è accesa, è segnalare che l'incrocio è gestito in quel momento principalmente dai veicoli autonomi e dai sistemi digitali di coordinamento, quindi i tempi di accensione delle luci rossa, gialla e verde potrebbero essere diversi da quelli soliti. In pratica, quando compare la luce bianca, significa che c'è una grande quantità di macchine a guida autonoma all'incrocio. Questi veicoli comunicano direttamente tra di loro e con l'infrastruttura stradale per calcolare le traiettorie e ottimizzare automaticamente il passaggio. Per chi si trova alla guida di un'auto tradizionale, invece, la luce bianca ha un significato molto semplice: basta limitarsi a seguire il veicolo che si ha davanti nella propria corsia. Si delega così la gestione delle precedenze al flusso coordinato dalle auto senza conducente.
A COSA SERVE
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Un sistema di semafori del genere, secondo chi sta studiando queste soluzioni a livello internazionale, serve a ottimizzare i vantaggi derivanti dall'avere molte auto "smart" sulla strada. Poiché queste auto possono comunicare sia tra di loro che con il semaforo, è possibile ottimizzare i tempi di percorrenza delle auto evitando che si creino colonne di auto in attesa del verde anche se nell'altra direzione non sta arrivando nessuno. In teoria tutto ciò fluidifica il traffico e, di conseguenza, riduce le emissioni inquinanti delle auto con motore termico o ibride. In pratica, però, tutto ciò complica notevolmente l'infrastruttura e, almeno inizialmente, può portare non poca confusione negli automobilisti, che magari dopo decenni di guida con i semafori a tre colori si ritrovano a non sapere esattamente cosa fare con la quarta luce. Da non sottovalutare, inoltre, che il colore bianco potrebbe essere ben poco visibile in giornate molto soleggiate.
LA SPERIMENTAZIONE A ROMA
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Al momento nessuna città italiana sta sperimentando il semaforo bianco. Tuttavia, sul sito di Roma Servizi per la Mobilità è stato pubblicato un articolo in cui Luigi Di Matteo, responsabile dell’Area tecnica di Aci, spiega i vantaggi di questa nuova tecnologia. Non c'è dunque una delibera già approvata, né attualmente in discussione, ma c'è un'idea e non è solo romana, ma internazionale. Questa idea, però, prima di vedere la (quarta) luce dovrebbe passare da una robusta sperimentazione e da un piano economico molto dettagliato. Trovarsi con dei semafori molto complessi da gestire e senza i soldi per farlo, una volta finita la sperimentazione, potrebbe diventare un enorme problema in una città dal traffico tentacolare come Roma.


