Dietro le parole di Ranieri sulla scelta dell'allenatore giallorosso: un sondaggio era stato fatto per Fabregas, poi...
“Avevamo una lista di 5-6 allenatori. Tre non sono voluti venire, poi la società ha scelto Gasperini”. Tra le tante puntualizzazioni di Claudio Ranieri arrivate ieri nel pre-partita di Roma-Pisa c’è anche il riferimento alla scelta del tecnico fatta ad inizio stagione. Che poi è una delle frasi che sta facendo discutere di più nella Capitale, dal fischio finale della vittoria per 3-0 ottenuta dalla Roma contro i toscani di Oscar Hiljmark.
il primo è cesc
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Ma chi erano i tre allenatori contattati dalla Roma prima di arrivare a scegliere poi Gian Piero Gasperini? Su uno non c’è possibilità di errore ed è Cesc Fabregas, che la Roma ha trattato a lungo tramite il vecchio direttore sportivo Florent Ghisolfi (oggi al Sunderland), il quale arrivò a chiedere al Como di liberare lo spagnolo, anche indispettito di fronte alla ritrosia dei lariani a lasciar libero il proprio allenatore.
gli altri nomi
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Sugli altri due, invece, c’è solo una certezza: erano stranieri e non italiani. Niente Stefano Pioli dunque (che lo scorso anno allenava in Arabia, all’Al-Naasr) e neanche Francesco Farioli, che la Roma ha comunque incontrato (colloquio con Ranieri e lo stesso Ghisolfi) ma a cui è stato il club giallorosso a dire di no (“È giovane, sta facendo bene. Aspetterà”, il commento pubblico di Ranieri in una conferenza stampa). Gli altri due profili a cui la Roma era invece interessatata erano anche loro spagnoli: Ernesto Valverde e Unay Emery. Al primo Ranieri consegnò anche il famoso “bigliettino da visita” a Bilbao, subito dopo la sfida persa con l’Athletic nel ritorno degli ottavi di finale di Europa League. “Siamo molto amici: gli ho dato il mio biglietto da visita perché avevo perso il suo numero di telefono e voglio chiedergli dei consigli sui giocatori spagnoli. Lui ne conosce tanti e può aiutarci”, ci scherzò poi su Sir Claudio, sviando la questione. Emery, invece, gravita da anni intorno al mondo giallorosso e resta un nome che ha sempre avuto un alto gradimento dalle parti di Trigoria. L’Aston Villa, però, gli garantiva (e gli garantisce) maggiori probabilità di successo rispetto alla Roma. Anche se poi quella era una lista di 5-6 nomi e gli altri due erano italianissimi. E anche di spessore assoluto, per il cuore e per il curriculum…



