"La gara c'è stata, è stata fatta. È ovviamente collegata ai costi del 2025. Ma i costi dei materiali, dell'acciaio, del cemento, dell'energia non sono i costi di 10 anni fa. Questo non perché è cambiato il progetto, ma perché è cambiato il mondo. Non è cambiato strutturalmente il progetto, che anzi migliora e migliorerà ulteriormente. Sono cambiati i costi dei materiali dell'energia delle materie prime. Rifare un'altra gara significa dire di no al ponte. L'obiettivo è aprire il cantieri nel 2026". A dirlo è il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini.
Sul fatto che il Ponte sia un'opera per la difesa, Salvini ha chiarito: "Non dobbiamo trovare sotterfugi o furbate. Il ponte servirà a tutti, è chiaro che servirà anche come strumento di maggior velocità alla difesa, ai vigili del fuoco, ai mezzi militari. Ma il ponte serve ai siciliani, agli avvocati, ai medici, agli studenti, ai turisti, agli agricoltori. Io sono convinto che supereremo le perplessità che la Corte di Conti ci ha sottolineato e invece di partire come avrei desiderato entro novembre, dicembre di quest'anno con i cantieri, vorrà dire che partiremo nel 2026".
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