Settimana chiave per il futuro giallorosso: l’allenatore sentirà i Friedkin per confrontarsi sul suo progetto tecnico per il futuro. Tutte le alternative pronte per la dirigenza e/o per la panchina
Alessio D'Urso
15 aprile - 11:29 - MILANO
Ci sono settimane che sfuggono all’ordinario: Gian Piero Gasperini ne vive una già decisiva. Per la Champions e per il suo futuro alla guida della Roma. Perché da una parte il tecnico di Grugliasco si giocherà molto sabato contro la sua ex Atalanta nella corsa al quarto posto e, dall’altra, risentirà entro 24 ore i Friedkin al telefono per discutere e valutare insieme il “suo” progetto tecnico per la squadra, nel momento in cui non è più ipotizzabile una convivenza nella prossima stagione con il duo composto dal senior advisor Claudio Ranieri e dal ds Ricky Massara: due pianeti ormai lontanissimi.
Progetto
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Se i proprietari americani riterranno il progetto tecnico valido e confacente con le linee guida del club (ovvero un mix di squadra di giocatori pronti e altri più giovani), potrebbero decidere a fine stagione di andare avanti con Gasp nel segno della continuità. Ma se invece prevarrà l’orientamento secondo il quale il tecnico avrebbe esagerato in questi mesi con le esternazioni sopra le righe in ambito mercato, creando un clima di tensione continua, allora i vertici societari potrebbero decidere di interrompere il rapporto con due anni d’anticipo e scegliere, su indicazione a qual punto di Ranieri e Massara, un altro allenatore che possa lavorare in sintonia con lo staff dirigenziale avallandone con convinzione tutte le decisioni. Si tratterebbe, in quest’ipotesi, del sesto allenatore in sette anni a salutare dopo Fonseca, Mourinho, De Rossi, Juric e lo stesso Ranieri (da tecnico) e del terzo ad essere allontanato anche in fondo a querelle con i dirigenti come nei precedenti casi eclatanti di Mou con Tiago Pinto e DDR con Lina Souloukou.
Alter ego
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Un cambio alla guida della Roma sarebbe ovviamente una scelta forte che creerebbe di sicuro smarrimento - almeno all’inizio - tra i tifosi che erano andati oltre “l’antipatia” di Gasp credendo in un progetto che avrebbe portato finalmente la Roma tra le big d’Europa. Decretarne oggi la fine minerebbe la fiducia della piazza già scottata dai precedenti Mou e De Rossi. Ma, proprio in virtù dei precedenti, nessuna decisione è da escludere. Chi arriverebbe al posto di Gasp? Se restano miraggi i nomi di Ancelotti, Conte e Allegri e se è improbabile un eventuale sì di Fabregas dopo il no della scorsa estate, in ballo per il futuro resterebbero l’esperto Ernesto Valverde, tecnico dell’Athletic Bilbao, e l’ex Chelsea Enzo Maresca, entrambi graditi a Ranieri, oltre a Italiano del Bologna e allo stesso De Rossi (ammesso che Daniele sia disposto a rischiare dopo l’esonero della scorsa stagione). Nomi e scenari che dovranno in ogni caso resistere fino a fine stagione. Anche se già in settimana Gasp ne saprà di più...
Ranieri
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E se fosse alla fine Claudio Ranieri a lasciare il palcoscenico giallorosso? Sarebbe clamoroso, eppure possibile. Il silenzio ad oltranza imposto dai Friedkin a Trigoria, “blindata” dopo il gelido confronto in videocall di lunedì alla presenza pure del tecnico Gian Piero Gasperini e del ds Ricky Massara, alimenta ipotesi e scenari suffragati dalla certezza che i due dirigenti e il tecnico non potranno continuare insieme l’avventura a Roma nella prossima stagione, dopo l’ultimo scontro in piazza sulle scelte di mercato di venerdì scorso all’Olimpico nella serata della gara col Pisa. E Sir Claudio, di sicuro, non esiterà un istante a farsi da parte se i Friedkin dovessero non ritenerlo più centrale per le strategie future.
Insieme
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Da eroe in panchina dell’ultima scalata in classifica a “totem” per la prima volta criticato per le ultime esternazioni sulle scelte di mercato in risposta alle continue punzecchiature di Gasp (con cui non si rivolge più il saluto), Ranieri si trova davanti ad un inatteso bivio dopo tre avventure eroiche vissute in panchina con la divisa della Roma in diverse epoche: dallo scudetto sfiorato nel 2010 alla rimonta pazzesca dello scorso anno che portò i giallorossi a un punto dalla Champions passando per la gestione dell’addio da calciatore di Daniele De Rossi nel 2018. Senza contare l’esperienza da calciatore nei primi anni ’70 e quella da tifoso che di fatto non ha mai abbandonato. È chiaro che se dovesse partire, a seguirlo a ruota sarà anche Massara che da Ranieri è stato scelto e supportato in questi mesi difficili. Ed è evidente allo stesso modo che ad un’enciclopedia del calcio vivente come Sir Claudio non mancheranno le opzioni per continuare la sua esperienza nel calcio ad alti livelli. In ottica nazionale, per dire, si fa già da giorni il suo nome come possibile direttore tecnico con Giovanni Malagò presidente della Federcalcio: l’opzione più suggestiva tra quelle possibili.
Nuovo assetto
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A quel punto, ragionando per ipotesi, con Gasperini solido al comando della panchina, i Friedkin potrebbero individuare il profilo di consulente di prestigio che mancherebbe al club in Francesco Totti, già in sintonia col mister dopo la cena in un ristorante del centro di Roma d’inizio marzo organizzata all’insaputa del club. Mentre per il ruolo di esperto di mercato, decisamente più operativo, ci sarebbero due nomi in pole che si sposerebbero bene con le caratteristiche di Gasp: l’ex Juve Cristiano Giuntoli e l’attuale ds del Verona Sean Sogliano, che con tecnico piemontese ha condiviso l’esperienza al Genoa. «Gasp è un genio», ha detto il dirigente in una recente intervista. Un “idillio” che a Trigoria non si vive ormai da troppo tempo.

