Dodici anni fa incantò tutti al Mondiale, ora il giro del mondo dopo il grande calcio con ultima tappa negli Stati Uniti. E ora è tornato protagonista
Le prime rughe danno un senso di vissuto alla faccia da bambino di James Rodriguez e si capisce che questo non è il 2014. James è sempre lui ed è un’altra persona. I giornalisti colombiani, ogni volta che carica il sinistro dal limite, scattano e urlano “gol de James” – chissà perché, forse per un riflesso automatico dagli anni buoni – però James non segna mai: una volta gli respingono il tiro, un’altra gli esce centrale. Eppure, il piede sinistro è sempre lui, e la testa per il calcio anche. Nella notte, contro il Portogallo, James ha giocato una gran partita. Non ha segnato ma ha messo in porta Arias e con il solito mancino ha preso la porta.
che ha fatto
—
Ma dov’era finito James Rodriguez? È stato in giro. Le grandi stelle del Real Madrid di solito finiscono da nobili. Si ritirano al Real, come Toni Kroos. Vanno in altre squadre di prima fascia, come Luka Modric. James no. Dopo il Real ha vissuto il Bayern e ci può stare. Da lì, ha comprato un biglietto aperto per girare il mondo. Everton, Al Rayyan, Olympiacos, San Paolo, Rayo Vallecano, Leon, Minnesota United. Un’anima errante, dal Qatar alla Grecia al Brasile alla Spagna al Messico. In nessuna squadra ha giocato più di 35 partite, e anche questo è strano.
il gol all'uruguay
—
Gli Stati Uniti probabilmente non sono l’approdo finale – un altro giro in Colombia prima di finire, non lo facciamo? – ma hanno un senso. James è un ’91, compirà 35 anni tra due settimane, ed è una delle facce del campionato americano. È bello che stia provando a diventarlo anche del Mondiale, come nel 2014 in Brasile, quando la Colombia arrivò ai quarti e lui segnò 6 gol, compreso quell'arcobaleno con pallone contro l'Uruguay: stop di petto da 20 metri e volée di dritto con il sinistro. Tutto così armonico che la Fifa gli assegnò il Puskas per il gol più bello dell’anno solare. Florentino Perez, da sempre un tifoso della bellezza, lo chiamò e gli chiese: “Ti interessano i soldi di Psg e City o la gloria?”. La gloria, rispose James, e il passaggio al Real fu cosa fatta.
piangere per la colombia
—
La scorsa notte JR e Cristiano Ronaldo si sono ritrovati e sono stati qualche minuto insieme, come in quello spogliatoio a Madrid. “Abbiamo parlato, Cristiano è un grande amico dai tempi in cui giocavamo al Real Madrid ed è anche una persona straordinaria – ha detto James -. Abbiamo costruito una bellissima amicizia, ero sempre a casa sua. È un esempio per tutti: basta guardare il fisico che ha a 41 anni e quello che riesce a fare”. Cristiano ha sei anni in più ed è una persona diversa. James è stato talentuoso ma anche discontinuo, e una volta è stato fermato mentre andava a 200 all’ora in autostrada a Madrid. CR7 è diventato un simbolo del calcio iper-atletico di questo secolo, Rodriguez piuttosto un ologramma dal passato, un vecchio 10 come non se ne fanno più (e se si fanno, finiscono in panchina). L’impressione però è che si sia preparato a questo Mondiale per un anno, come la vera tappa finale della carriera. La Colombia ha giocato la prima partita a Città del Messico contro l’Uzbekistan e James è stato visto piangere, mentre i colombiani in tribuna cantavano l’inno. A 35 anni è ancora all’altezza del Mondiale e sa ancora emozionarsi: un bel modo di invecchiare.



