Nueva Germania in Paraguay, il cognato di Nietzsche e i nazisti: la storia che riemerge al Mondiale

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Dai coloni di fine Ottocento ai criminali nazisti rifugiati dopo la guerra: il controverso legame tra i due Paesi riaffiora alla vigilia della sfida mondiale, passando per le città dove sono nati alcuni protagonisti dell'Albirroja

Se mai vi capitasse di fare un giro nel Paraguay più estremo, stretti tra i fiumi Paranà e Paraguay, non affidatevi allo spagnolo: dei sessantenni scorbutici potrebbero mandarvi via bofonchiando frasi in tedesco. Dietro il sedicesimo tra la Germania e la Albirroja - di nuovo in campo in un Mondiale dopo 24 anni dall'ultima volta, 1-0 tedesco agli ottavi nel 2002 - c’è una storia controversa che tiene uniti più temi, la maggior parte oscuri, dimenticati, legati a un passato di cui la gente non ama parlare molto, ma che torna a bussare per via del pallone a delle porte rimaste socchiuse.

neuva germania

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Per parlare del rapporto tra i tedeschi e i Paraguay bisogna tirar fuori Nietzsche. Ma non Friedrich, il filosofo, bensì sua sorella Elisabeth, che una mattina d’agosto del 1887 solcò l’Oceano insieme a suo marito, Bernhard Forster, per raggiungere il Paraguay. Qui quest'ultimo fondò “Nueva Germania”, la prima colonia tedesca nel "Corazón de Sudamerica”. Nonostante siano passati più di 150 anni è ancora lì, coi suoi tremila abitanti, le sue insegne in tedesco e i suoi abitanti schivi, riservatissimi, tutt’altro che aperti a parlare del passato. Lo testimoniano i vari documentari presenti su YouTube o sui media paraguaiani. Il motivo è oscuro: Bernhard e signora erano antisemiti, razzisti. Delusi dal governo tedesco, sbarcarono lì creare una “pura razza ariana”. Per due anni Forster attraversò il Paese a cavallo a caccia di un posto dove fondare la colonia. Sua moglie osò dire: “Alleveremo una razza ariana nelle foreste del Sud America. Solo il più forte, il più puro, si unirà a noi”. Perché il Paraguay? Perché dopo la guerra della “triplice alleanza”, persa contro Brasile, Argentina e Uruguay, i paraguaiani avevano perso il 50% del territorio e il 70% della popolazione. Per questo gli stranieri erano ben accetti. Fortunatamente, le idee di Forster non attecchirono. Si suicidò due anni dopo in un hotel di San Bernardino.

"paraiso verde"

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“Nueva Germania” esiste ancora. Nel 2020 è diventata una delle mete preferite per i tedeschi no vax. Altri hanno scelto “El Paraiso verde”, una comunità di circa 300 persone messa in piedi da due austriaci nel 2017 e capace di accogliere immigrati europei con strambe promesse: un'oasi sicura lontana da 5G, scie chimiche e vaccini. Contenti loro. In Paraguay ci sono diverse città fondate da emigrati tedeschi: Hohenau, casa natale di Gabriel Avalos, punta della nazionale attualmente al Mondiale, San Bernardino - inizialmente chiamata “Nueva Bavaria” - Colonia Independencia, Obligado, Bella Vista. Si stima che ci siano circa 300mila persone di origine tedesca e seimila tedeschi residenti. Si concentrano soprattutto nella regione del Chaco. Qui spicca Neuland, “nuova terra”, che tra l'altro ha un suo giornale in lingua tedesca.

LE CITTÀ DI STROESSNER

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Altre città sono state tirate su negli anni Cinquanta da Alfredo Stroessner, dittatore paraguaiano dal 1954 al 1989. Figlio di emigrati tedeschi, prese il potere con un colpo di Stato: fu condannato in contumacia nel 1997 per crimini contro l’umanità. Sotto il suo regime trovarono rifugio dozzine di criminali di guerra nazisti, tra cui Joseph Mengele, l’”angelo della morte” di Auschiwtz, e Eduard Roschmann, il "macellaio di Riga". Si ipotizza che Mengele abbia vissuto per un po’ anche a Nueva Germania. Tra le città più famose costruite da Stroessner spiccano Ciudad del Este - dov’è nato Fabian Balbuena, anche lui in nazionale - Minga Guazú e San Pablo, quartiere di Asuncion, la capitale. Prima si chiamava “Barrio Presidente Stroessner”. Qui ha vissuto Miguel Almiron, ala offensiva. Suo padre lavorava 16 ore al giorno come guardia giurata, sua madre faceva la commessa in un supermercato. Ha dormito con lei fino ai 18 anni perché in famiglia erano in nove e avevano solo tre camere da letto. Una storia di vita. Magari contro la Germania punge proprio lui.

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