I nostri cugini Neanderthal erano più tozzi e più muscolosi di noi, e a renderli più forti avrebbe contribuito anche una variante genetica presente ancora oggi in alcune popolazioni: è questa la conclusione di uno studio pubblicato su Current Biology, che ha confrontato genomi neandertaliani con genomi di umani moderni scoprendo una variante di un recettore dell'ormone della crescita legata all'aumento di massa muscolare e alla crescita delle ossa.
L'ormone della crescita
L'ormone della crescita viene rilasciato dall'ipofisi, una ghiandola situata alla base del cervello, e agisce sulle cellule legandosi a un recettore presente sulla loro superficie. Gli studiosi hanno scoperto che la versione dei Neanderthal di questo recettore è diversa da quella della maggior parte degli umani moderni – ma non di tutti: in Asia meridionale è presente nel 20% della popolazione, addirittura nel 24% in Pakistan, mentre appena nello 0,5% degli europei.
Più muscolosi e pesanti
Analizzando oltre 6.000 bambini, gli studiosi hanno visto che le differenze nella crescita ossea e muscolare legate alla variante iniziano a vedersi attorno alla pubertà, e non durante l'infanzia. Gli adulti mostrano differenze fisiche misurabili, anche se di entità (molto) contenuta, rispetto a chi non la possiede: in media sono più alti di 0,30 cm e più pesanti di 285 grammi, un aumento di peso dovuto quasi interamente a maggiore massa muscolare e non a grasso corporeo; hanno un gluteo leggermente più sviluppato, un rischio maggiore di avere l'arcata mandibolare superiore sporgente rispetto a quella inferiore, e le radici dentali tendono a essere più corte.
Nonostante lo studio, come specificano gli stessi autori, presenti diversi limiti, tra cui il fatto che gli effetti osservati sulle misure corporee e sui cambiamenti morfologici siano inevitabilmente influenzati anche da altre varianti genetiche, i risultati offrono una prova concreta di come il nostro patrimonio genetico sia legato a doppio filo a quello dei nostri cugini neandertaliani.




