Conte aveva deciso di restare a Napoli, la Juve si interrogava su Tudor ed era fortemente tentata dall'idea di affidarsi all'artefice del miracolo Atalanta. Comolli era appena arrivato a Torino, lo chiamò e...
Sono giorni caldi per Damien Comolli, sono i giorni in cui ci sta mettendo la faccia. Per le polemiche dopo Inter e Galatasaray, ma anche per il futuro di Luciano Spalletti. Proprio la recente volontà espressa dall'ad della Juve di rinnovare il contratto al tecnico di Certaldo fa tornare d'attualità quella mancata intesa tra il manager juventino e il prossimo avversario dei bianconeri: Gian Piero Gasperini. Bisogna tornare ai primi di giugno per comprendere quanto sia stata importante quella telefonata che ha di fatto orientato il destino di Juve e Roma.
contatto
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È il 29 maggio quando Aurelio de Laurentiis annuncia la grande scelta di Antonio Conte. Dopo mesi di contatti più o meno approfonditi, l'allenatore pugliese decide di restare in Campania a dispetto della chiamata della casa madre juventina. I dialoghi con Giorgio Chiellini, fitti e propositivi, avevano accompagnato il finale della stagione da scudetto. Invece le promesse del proprietario azzurro convincono Conte a rinunciare all'idea di tornare a Torino. E per John Elkann e i suoi collaboratori è un'autentica doccia fredda. Sotto contratto c'è Igor Tudor, ma ormai tutti sono pronti a voltare pagina. È il motivo per cui nasce l'idea di convincere in extremis Gasperini a rinunciare al progetto romanista. È un'opportunità da cogliere al volo, ed evidentemente anche in questa fase il ruolo di Chiellini è centrale: più di tutti conosce le origini bianconere dell'allenatore di Grugliasco. Del resto Comolli si è insediato da poco, la struttura tecnica è risicata (Modesto e Ottolini arriveranno molto dopo) e in quei frangenti evidentemente non respira ancora l'aria italiana. Anche perché il suo ingaggio sposa una mentalità assolutamente scientifica e la selezione del personale risponde chiaramente a dei rigidi requisiti motivazionali, si dice così al giorno d'oggi.
colloquio
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Perciò gli viene naturale esordire nella conversazione con il candidato, utilizzando la formula di rito: "Mi sa dire qual è la sua motivazione per venire alla Juve?". La risposta del Gasp non è rilevante, parlano i fatti per lui. La Roma lo aveva corteggiato per mesi, con Claudio Ranieri paziente interlocutore di un collega assolutamente stimato. Anche a costo di sfidare le titubanze dell'ambiente giallorosso, frutto delle sue asperità da avversario con l'Atalanta. La cavalcata dimostra quanto sia stato importante l'impatto sul mondo romanista. Al contrario a Torino la soluzione Tudor è parsa subito arrangiata, finché non è arrivata la chiamata per Spalletti. Eppure la Roma si presenta allo scontro diretto davanti e con prestazioni di assoluto rilievo. Al contrario, nei bilanci juventini pesano gli errori nella scelta dei calciatori, ma allo stesso tempo fanno riflettere le valutazioni di base in una stagione che fatica a prendere il verso giusto. E proprio il mancato ritorno di Gasperini può essere considerato uno dei passaggi a vuoto fondamentali degli ultimi mesi.
sogno
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Forse Comolli non era stato informato, ma l'ex centrocampista cresciuto nella Juve e di provata fede bianconera, aveva iniziato ad allenare proprio nelle giovanili del club della famiglia Agnelli. E l'idea di guidare la prima squadra ha sempre rappresentato un sogno per lui. Poi, la carriera l'ha portato su e giù per l'Italia. A cominciare da Crotone per passare a Genova, Palermo e, dopo il lampo interista, l'apoteosi bergamasca. Ora Roma gli sta dando un'altra grande opportunità, mentre la Juve scivola tra promesse e delusioni. In attesa di capire qual è la strada giusta per tornare al top.

