Chiede a tutti "sacrificio e impegno" Antonio Decaro che nel suo primo Consiglio regionale da governatore invita la maggioranza di centrosinistra e l'opposizione ad avere rispetto delle istituzioni tenendo fede al mandato ricevuto dai cittadini che possono tornare a credere nella politica solo se questa smetterà di "parlare ai propri fan e tornerà a parlare alle persone". "Noi politici - afferma durante un lungo discorso accompagnato dalla proiezione di slide - dobbiamo smettere di parlare solo di noi stessi e a noi stessi. Anzi, dobbiamo parlare di meno e lavorare di più per risolvere i problemi". A ricoprire la carica di presidente del Consiglio regionale è stato eletto Toni Matarrelli, del Pd.
Oltre ai 29 consiglieri di maggioranza lo hanno votato anche sette dell'opposizione. La scelta è ricaduta su di lui nonostante le sollecitazioni della segretaria del Pd, Elly Schlein, che ai dem locali aveva chiesto di far valere il rispetto della parità di genere: "E' un principio per me non negoziabile", aveva detto nei giorni scorsi. A Elisabetta Vaccarella, consigliera Pd, è andata la vicepresidenza. E il segretario del Pd Puglia, Domenico De Santis, sottolinea che "l'elezione di Matarrelli insieme a Elisabetta Vaccarella nel ruolo di vicepresidente è un segnale di attenzione alla rappresentanza di genere, equilibrio e qualità istituzionale".
Prima dell'avvio dei lavori, Decaro abbraccia il suo ex rivale in campagna elettorale, Luigi Lobuono, e poi assicura leale collaborazione al centrodestra: "Non mi vedrete mai in quest'aula difendere una parte ma sempre le ragioni di una scelta", dice. E precisa che non è un "invito a confondere le carte: sia chiaro - sottolinea - l'opposizione deve fare l'opposizione ed è in questa dialettica costruttiva e leale che si fa il bene delle istituzioni, con l'obiettivo di riconquistare la fiducia dei cittadini, anche dei tanti che nell'ultima tornata elettorale hanno scelto di restare a casa".
In quest'ottica, sulle risorse nazionali per la sanità, pungola il governo che però, allo stesso tempo, ringrazia. E invita le Regioni del Sud a fare fronte comune per modificare il criterio di riparto legato alla deprivazione sociale. "Sono pronto a dire grazie al governo per i 120 milioni di euro che ci ha dato - spiega Decaro - ma lo stesso il ministero ha detto che i costi dei servizi, del personale e dell'energia sono cresciuti del 4%, per un aumento di 370 milioni, quindi abbiamo 250 milioni in meno". "Dobbiamo impegnarci con determinazione - esorta - a rivedere il modello di come vengono distribuite le risorse", in particolare "l'indice di deprivazione" perché "tutte le statistiche ci dicono che quando vivi in un luogo che ha un indice di deprivazione alto, come al Sud, ti ammali di più. Questo indice, però, incide per meno dell'1% (lo 0,75%) sulla distribuzione delle risorse nazionali. E le Regioni del Sud devono agire per spostare questa percentuale".
Entrando nel merito del suo programma, Decaro ha parlato di cinque sfide: da quella di guidare la transizione creando lavoro di qualità, fino alla tutela del territorio. E ha precisato che alcune risorse per lo sviluppo economico "stanno per terminare" e quindi, "in attesa della nuova programmazione europea, dovremo fare una rimodulazione utilizzando i fondi statali, l'Fsc, in accordo con il governo e con l'Unione europea".
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