José Pedro Rojas è stato ucciso nel pomeriggio di domenica 26 aprile. La polizia indaga la sua vicinanza con l’organizzazione del narcotrafficante Marset
Federico Mariani
28 aprile - 12:44 - MILANO
Morte e paura sono diventate protagoniste al Rally Nueva Santa Cruz, in Bolivia. Nel pomeriggio di domenica 26 aprile, José Pedro Rojas ha perso la vita, crivellato di colpi mentre, tra una prova e l’altra, riposava nella sua vettura al parco chiuso. La competizione è stata subito sospesa, mentre l’assassino risulta ancora in fuga. Si ipotizza che, dietro l’omicidio, ci sia un regolamento di conti. Secondo la polizia, infatti, la vittima aveva legami con l'organizzazione del narcotrafficante uruguaiano Sebastian Marset, arrestato qualche settimana fa.
LA VICENDA
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Stando alle ricostruzioni, il sicario si sarebbe avvicinato a Rojas con il volto coperto. Quindi avrebbe sparato tra i 15 e i 19 colpi. Otto di questi sarebbero risultati fatali per José Pedro, morto all’età di 29 anni. Il trasporto in ospedale non è bastato a salvargli la vita. Rojas si stava preparando per la quarta prova speciale del Rally Sprint di Nueva Santa Cruz, nel comune di Warnes. Nell’attacco è rimasto coinvolto anche il copilota, Arnoldo Roca Eguez, che si trovava a bordo del veicolo, un Can-Am X3 iscritto con il numero 11 nella categoria SxS. Dalle notizie emerse sarebbe stato ricoverato a Santa Cruz de la Sierra, ma non pare sia in pericolo di vita. L'aggressore è poi fuggito a bordo di un pick-up.
VITTIMA
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José Pedro Rojas era ricercato per rapimento e sparatoria. Infatti stava partecipando alla gara iscrivendosi con il falso nome di “Pedro Pablo”. Vista anche la sua vicinanza con l’organizzazione Marset, secondo fonti di polizia citate dal canale boliviano DTV, l’uomo era in pericolo. Questo quadro, per ora, spinge ad avvalorare la tesi secondo cui l’omicidio, avvenuto nello scorso fine settimana, risulterebbe una sorta di resa dei conti.

