L'arrivo del Prescelto catapulta i Sixers tra le grandi favorite per l'anello 2027. A Est solo i campioni sembrano più forti
Sì, Philadelphia con LeBron può davvero puntare al titolo. Non è solo un suggestione intrigante, non è un miraggio estivo. La scelta di James, che ha preferito i 76ers a Miami, Cleveland e Golden State, immaginate a lungo come favorite per strappargli l’ultimo contratto di carriera, è funzionale alla caccia al quinto Larry O’Brien Trophy dopo i trionfi nel 2012 e 2013 con Miami, quello del 2016 con Cleveland e quello del 2020 con i Los Angeles Lakers. Philly col suo arrivo, che doppia quello di Jaylen Brown e completa un mercato da applausi, diventa forse la favorita dell’Est, di certo la prima antagonista dei New York Knicks campioni in carica. LeBron, persino a 41 anni, con questa decisione riesce a rivoluzionare le gerarchie Nba, i rapporti di forza in vista della prossima stagione. Philly era l’incastro tecnico più logico e funzionale per James, tra le pretendenti. E così ha saputo strappare il sì più meditato dal campione di Akron che ha aspettato il 24 luglio per annunciare il suo futuro dopo 25 giorni di attesa rispetto al via del mercato degli svincolati.
il quintetto dei 76ers
—
Il quintetto fa paura. Tyrese Maxey e VJ Edgecombe, gli esterni, sono atleti clamorosi, alto ritmo e freschezza fisica e mentale. Sbarazzini, impertinenti. Maxey è stato All Star nell’ultima stagione, Edgecombe primo quintetto tra le matricole. Jaylen Brown è reduce da una stagione da secondo miglior quintetto della lega, la sua migliore in assoluto. A 29 anni è al picco di carriera. Ha la personalità per marcare gli avversari di perimetro più forti con le partite in bilico e in attacco per prendersi i tiri decisivi senza paura. Potrà migliorare come efficienza con questo contorno di stelle. Puntare sulla qualità, oltre che sull’enorme quantità garantita sui due lati del campo e per continuità di prestazioni. James giocherà da "4". Darà una mano a rimbalzo sfruttando quel fisico indistruttibile. La sua visione di gioco contro la difesa schierata sarà l’apriscatole di Philly. Lui non dovrà segnare chissà quanto. Potrà centellinarsi in stagione regolare e preservare il meglio per i playoff. Entrare in scena quando il copione pretende il primattore, quando gli altri tremano e lui no, quando i momenti contano di più. Lui c’è già passato, le ha già viste e vissute tutte o quasi, di situazioni dentro-fuori sotto pressione.
embiid e la panchina
—
Joel Embiid è sulla carta un centro con pochi eguali al mondo. Quando sta bene è ancora al top del ruolo come ha dimostrato nella serie di primo turno dei playoff 2026 contro Boston. Ma la tenuta fisica resta un punto interrogativo grande quanto i suoi 213 centimetri. Riuscirà a essere in condizioni decenti sera dopo sera, ai playoff? Nel caso, per gli avversari saranno dolori. Ma non è per nulla scontato. La panchina di Philly è così così. Nonostante lo sconto fatto da LeBron, accasatosi a prezzo di saldo per darsi e dare ai 76ers una chance di titolo. Anfernee Simons è un realizzatore puro, sarà il probabile sesto uomo. Gli altri cambi di rotazione in stagione regolare saranno la matricola Philon, l’ala Justin Edwards, che di potenziale ne ha parecchio, Dean Wade, solido "4" arrivato da Cleveland, e Adem Bona, lungo fisico, ma grezzo specie in attacco, il cambio di Embiid. Barlow e Hukporti sotto canestro daranno un’ulteriore mano. I 76ers nel reparto lunghi dipendono tanto, probabilmente troppo, da Embiid. Forse vedremo LeBron giocare persino da centro "tattico". Se lo ha fatto Draymond Green ai Warriors pur di vincere, perché no, dopotutto?
knicks e celtics
—
New York ha perso appena tre partite durante gli ultimi playoff. I Knicks non solo hanno vinto, hanno dominato l’Est. Spazzando via Philly 4-0 nella serie di secondo turno. Ma quei 76ers non avevano Brown e LeBron. I bookmaker hanno piazzato Philly al quarto posto per chance di titolo dopo la scelta di LeBron, dietro a Oklahoma City e San Antonio e in scia a New York. Philadelphia nella Eastern Conference dopo essersi rifatta il trucco si fa già preferire a Detroit, che ha vinto la Conference in stagione regolare nel 2026, a Boston, a cui ha soffiato Brown e appioppato il crepuscolare Paul George, e a Indiana, la rappresentante dell’Est alle Finals 2025 che ha recuperato gli infortunati e si è rafforzata col centro croato Zubac. Cleveland e Miami, le snobbate da LeBron, sulla carta partono in seconda fila, competitive, ma verosimilmente non da corsa nonostante gli Heat abbiano aggiunto Giannis Antetokounmpo. Per fare l’ulteriore salto di qualità sarebbe servito quello grosso con la barba che invece ha preferito l’erba del vicino, anzi del rivale.
spurs e thunder
—
Insomma le Finals 2027 per i 76ers di LeBron sono davvero un obiettivo realistico. Chiaro però che Spurs e Thunder, le corazzate della Western Conference, sulla carta restano le squadre da battere, le favorite a oggi. Perché Oklahoma City ha vinto il titolo nel 2025 e ha una squadra ancora giovane e di prospettiva alla quale ai playoff 2026 è mancata la salute, gli infortuni hanno fatto la differenza in negativo. E perché San Antonio conta sull’effetto Wembanyama: i texani conquistando le Finals 2026 sono sembrati persino anticipare i tempi, vantano un organico giovanissimo e futurista. Ma LeBron eviterebbero volentieri di trovarselo davanti con in palio il titolo, resta un avversario scomodo per tutti. Specie adesso, dopo aver scelto Philadelphia.


