I corridori dovranno affrontare quattro salite simbolo della Grande Boucle: il Télégraphe (11,9 km al 7,1%), la Croix de Fer (24 km al 5,2%), il Galibier (17,7 km al 6,9%) e l'Alpe d'Huez passando dal Col de Sarenne (12,8 km al 7,3%)
Dopo l'ennesima prova di forza di Tadej Pogacar, capace di dominare ancora una volta sulle grandi salite, il Tour de France si prepara a vivere una delle giornate più attese e spettacolari dell'intera edizione. La ventesima tappa, ultima del durissimo trittico alpino, promette infatti scintille. La frazione, lunga 170,9 chilometri, prenderà il via da Bourg-d'Oisans per concludersi all'Alpe d'Huez, al termine di un percorso monumentale. I corridori dovranno affrontare il Glandon, il Col de la Croix de Fer, il Télégraphe, il Galibier – che con i suoi 2.642 metri rappresenta il punto più alto – il Col de Sarenne e, infine, l'ascesa verso l'Alpe d'Huez da un versante alternativo, decisamente meno conosciuto rispetto ai celebri 21 tornanti.
senza respiro
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«Non abbiamo mai avuto una tappa così dura alla vigilia dell'arrivo finale sugli Champs-Élysées», ha sottolineato il direttore del Tour, Christian Prudhomme. Il percorso comprende quattro salite leggendarie: il Télégraphe (11,9 km al 7,1%), classificato di prima categoria, e tre ascese fuori categoria – la Croix de Fer (24 km al 5,2%), il Galibier (17,7 km al 6,9%) e la salita conclusiva all'Alpe d'Huez passando dal Col de Sarenne (12,8 km al 7,3%). È una tappa destinata a entrare nella storia. Con ben 5.450 metri di dislivello positivo, il Tour non proponeva una giornata così impegnativa da molti anni. E come se non bastasse, le fatiche accumulate nella tappa precedente renderanno ancora più difficile affrontare una sequenza di salite che non concede il minimo respiro. L'uomo da battere resta naturalmente Tadej Pogacar. Lo sloveno guida la classifica generale con 7'11" di vantaggio su Remco Evenepoel, mentre Isaac Del Toro occupa la terza posizione a 9'42" dal leader della UAE Team Emirates-XRG. Quarto Paul Seixas, distante 10'06".
simbolo
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Quella di domani sarà la 33ª volta che il Tour de France approda all'Alpe d'Huez, una delle montagne simbolo del ciclismo mondiale. Stavolta, però, l'arrivo sarà diverso dal giorno prima: invece della classica ascesa lungo i 21 tornanti, il gruppo raggiungerà la località attraverso il Col de Sarenne, lungo una strada più stretta, tecnica e selettiva, ricongiungendosi soltanto nel tratto conclusivo alla salita tradizionale. Proprio sul Sarenne la presenza del pubblico sarà fortemente limitata. Il Col de Sarenne rappresenta una prima assoluta in salita per il Tour de France. Nel 2013 era stato affrontato soltanto in discesa, mentre nel Giro del Delfinato 2017 fu il britannico Peter Kennaugh a transitare per primo, conquistando poi la vittoria di tappa. Un dettaglio che aggiunge ulteriore fascino a una frazione destinata a lasciare il segno.



