Toscani in vantaggio con Cerri e Gilli, Politano accorcia le distanze ma sul finale Eklu chiude i conti
Dal nostro inviato Vincenzo D’Angelo
22 luglio 2026 (modifica alle 20:24) - DIMARO FOLGARIDA
La prima di Max Allegri sulla panchina del Napoli non passerà di certo alla storia. Era un test, per carità, ma perdere al debutto un certo fastidio lo dà, soprattutto ai tifosi. Come un anno fa, l’Arezzo batte il Napoli nella prima uscita stagionale in Val di Sole. Finisce 3-1 per la squadra di Bucchi, neopromossa in B: in gol Cerri nel primo tempo, di testa da pochi passi; raddoppio a inizio ripresa di Gilli, il più pronto a lanciarsi sulla corta respinta di Milinkovic Savic. Il Napoli aveva accorciato con Politano, che prima si è fatto respingere il rigore da Serban e poi ha insaccato sulla ribattuta. Il palo ha fermato Lucca, il terzo portiere toscano Trobini ha detto a Pareyra e Lobotka, e Mawuli al 90’ ha chiuso i giochi. E qualche tifoso ha lasciato gli spalti prima del triplice fischio finale.
DA SEGNALARE
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Allegri ha ruotato tutti gli uomini a disposizione, nel primo tempo ha provato Rrahmani e Rafa Marin al centro della difesa, a oggi la coppia titolare senza Buongiorno e Beukema e con Olivera ancora in vacanza post Mondiale. È piaciuto Giovane, partito largo a destra nel tridente, benino Prisco, giovane regista classe 2008. Nel secondo tempo, invece, da evidenziare un buon impatto di Lucca (uscito anzitempo per un problema alla caviglia destra) e qualche spunto di Rao, destinato alla cessione (Palermo e Pisa se lo contendono).
DA RIVEDERE
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Sul vantaggio dell’Arezzo, il Napoli si è fatto trovare scoperto a sinistra in ripartenza e poi sul cross di Sala, Cerri ha staccato troppo indisturbato a pochi passi da Meret. Il 3-1 finale nasce da un disimpegno sbagliato, col passaggio orizzontale di Obaretin per Lobotka intercettato, da cui è arrivata poi la zampata vincente di Mawuli sottomisura. Insomma, non il debutto che sognava Max. Che aspetta i reduci dal Mondiale e magari qualche regalo dal mercato. Prima c’è da vendere, però anche pensare a rinforzare la rosa non sembra una cattiva idea.



