Non solo Mastantuono, è un mercato da top. E la Fiorentina ora pensa in grande

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Il nuovo corso con Paratici e il tecnico Grosso promette una stagione ricca di soddisfazioni. E devono arrivare altri 3 giocatori

Fabiana Della Valle

Giornalista

10 agosto - 22:14 - MILANO

Sono bastati due mesi e mezzo di mercato frizzante per passare dal pessimismo cosmico all’euforia. Avevamo lasciato la Fiorentina tra i fischi dell’ultima di campionato, bersagliata dai suoi tifosi che non avevano ancora digerito l’annata sciagurata, l’abbiamo ritrovata stretta nell’abbraccio della sua gente, che nonostante il caldo ha riempito l’aeroporto di Peretola per accogliere il colpo più glamour dell’estate, Franco Mastantuono del Real Madrid. Il vento è cambiato e l’entusiasmo è schizzato alle stelle, merito di una campagna acquisti sontuosa che promette ancora sorprese e di un progetto a lungo termine in grado di riconquistare in fretta la piazza viola. A Firenze il tifo è una cosa seria, ci si deprime in fretta (d’altronde ci sta dopo lo spettro della retrocessione e un quindicesimo posto acciuffato per il rotto della cuffia) ma altrettanto velocemente ci si gasa. Così si è passati dalle stalle alle stelle, in senso metaforico ma anche letterale: innesti giovani, di talento e dal profilo internazionale che dovranno riportare in alto la Viola, regalandole un futuro radioso e, si spera, anche vincente. 

voglia di coppe

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“Quest’anno si torna in Europa”, è la hit più gettonata dell’estate fiorentina, il pensiero stupendo che martella gran parte della tifoseria. Sognare ci sta, soprattutto dopo uno shopping da quasi 80 milioni (77 per la precisione) e l’arrivo di otto giocatori, di cui diversi dal nome altisonante come Dragusin, Atta, Oulai e naturalmente Mastantuono. Però basta guardare quello che è successo un anno fa, quando la Fiorentina sfiorò i 100 milioni di spese nella sessione estiva, per rendersi conto che i soldi investiti non fanno necessariamente la felicità e soprattutto non muovono la classifica. Il 2025-26 è stato fallimentare e anche per questo si è deciso di cambiare. 

rivoluzione e visione

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L’arrivo di Fabio Paratici a febbraio ha dato il via alla rivoluzione, che è partita dall’allenatore: salutato Paolo Vanoli nonostante l’obiettivo raggiunto (la salvezza), il club ha dato il benvenuto a Fabio Grosso, tecnico emergente e dalle idee di calcio innovative, non a caso indicato da Paolo Maldini come uno dei papabili per la panchina della Nazionale. La differenza rispetto al passato è che dietro al mercato c’è una visione, parola tanto amata dal diesse viola. 

ambizione senza limiti

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La finalità è costruire una Fiorentina competitiva ma che duri nel tempo, senza farsi prendere dalla smania di ottenere tutto e subito. Un allenatore nuovo, alla prima esperienza in una piazza calda e importante, e una squadra profondamente rinnovata. L’età media dei nuovi acquisti è di 21,5 anni e alcuni di loro dovranno adattarsi a un campionato che non conoscono: bisognerà lasciargli il tempo di crescere e anche di sbagliare. Per questo in società nessuno vuole parlare di quarto, quinto, sesto o settimo posto e il motto della casa è “manteniamo l’equilibrio”, perché per fare il salto di qualità ci vogliono tempo e pazienza. Né obiettivi né limiti: sulla carta il gruppo è di livello anche se mancano ancora delle tessere (gli obiettivi sono un esterno alto, un centrocampista e un terzino sinistro), ora toccherà a Grosso trasformarlo in una squadra ma non si può pretendere che abbia la bacchetta magica. 

centenario nel nome di rocco

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La certezza è che la famiglia Commisso ha tutte le intenzioni di onorare la memoria di Rocco nell’anno del Centenario. La nuova Fiorentina è nata a New York a inizio giugno, durante la visita di Paratici e del direttore generale Alessandro Ferrari alla proprietà. In quell’occasione i due dirigenti hanno avuto dal presidente Giuseppe B. e dalla madre Catherine (attesi a Firenze per i festeggiamenti del Centenario) carta bianca per costruire un nuovo ciclo, senza un budget rigido ma con investimenti mirati e ingaggi più sostenibili. Mastantuono, preso in prestito secco dal Real, è stata l’ultima spruzzata di panna su un dessert che può diventare ancora più gustoso. Tornare in Europa è il sogno di tutti ma non deve diventare un’ossessione, almeno non nell’immediato. 

rosa da sfoltire

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Intanto il lavoro di Paratici, del suo fidato collaboratore Lorenzo Giani e del suo braccio destro Roberto Goretti continua senza sosta: oltre agli ultimi regalini per Grosso, il focus adesso è sulle uscite. Finora dalle cessioni sono stati incassati circa 30 milioni ma la rosa è ancora ampia e va sfoltita, soprattutto non essendoci più il doppio impegno tra campionato e competizioni europee. La rivoluzione viola continua, i tifosi aspettano il debutto ufficiale (in Coppa Italia il 14 agosto al Franchi contro il Benevento) e pensano già in grande: tante big finora hanno fatto meno della Fiorentina, che può diventare la sorpresa del 2026-27, un po’ come il Como dei tempi recenti. Il mercato però è ancora lungo e a contare davvero sarà la prova del campo.

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