Il mondo di Suigo tra l'esordio Ncaa a Roma con Villanova, il futuro in azzurro e... i pesi

2 ore fa 5

ll 2.21 che quest'anno giocherà nell'Università americana esordendo il primo novembre nella Capitale contro Notre Dame: "Mi auguro di portare nel futuro prossimo un valore aggiunto alla Nazionale anche come leader. La maglia azzurra mi è sempre stata a cuore, a partire da quelle che ho indossato nelle giovanili"

Mario Canfora

Giornalista

10 agosto - 22:51 - ROMA

L'esordio di Luigi Suigo con la maglia di Villanova nel campionato Ncaa? Sarà a Roma, il primo novembre, quando i Wildcats affronteranno Notre Dame al palazzetto di viale Tiziano. Si tratterà di un'esperienza internazionale unica nel suo genere che mette in risalto il patrimonio cattolico condiviso dai due atenei, celebrando la natura unificatrice dello sport. Ci sarà anche un'udienza papale privata presso l'Aula Paolo VI e una Messa speciale dedicata nella Basilica di San Pietro per gli studenti-atleti partecipanti e i tifosi al seguito. "Verranno tanti amici, già mi stanno chiedendo i biglietti e le divise di Villanova con la scritta Suigo, mentre i compagni di squadra mi chiedono già di portarli a mangiare qualcosa di buono...", dice il ragazzo di Tradate, un 2.21 che - si spera- dovrebbe fare anche le fortune della nostra Nazionale. 

A parte la gara con Villanova, più in avanti, diciamo molto più in avanti, la vedremo protagonista in Italia?

"Lo spero, intanto mi auguro di portare nel futuro prossimo un valore aggiunto alla Nazionale anche come leader. La maglia azzurra mi è sempre stata a cuore, a partire da quelle che ho indossato nelle giovanili. Spero e credo che sarò in grado di portare qualcosa di buono e lo vedremo prossimamente". 

Come valuta l'idea americana di far giocare a Roma la gara d'esordio dell'Ncaa? 

"È una cosa assolutamente buona e aiuta affinché molte persone si affaccino anche all'Ncaa. Il basket collegiale è veramente bello, anche mio padre si è appassionato tanto e si è visto diverse partite dell'ultima stagione. C'è un'atmosfera bellissima ovunque. Il nostro obiettivo, di Villanova, è vincere la nostra conference, quindi la Big East: ce la giocheremo con St. John's e Uconn". 

Che ne pensi degli italiani sempre più presenti in Ncaa?

"Esperienza bellissima, chi può dovrebbe farla non solo per i soldi ma per l'esperienza del college, la vita che si fa, l'opportunità di prendersi una laurea se la si frequenta quattro anni. Fare l'Ncaa è sicuramente un aiuto molto concreto nello sviluppo di una carriera cestistica". 

A Villanova come va con i primi metodi americani?

"Va bene, ma mi stanno ammazzando di pesi. Ho chiamato papà e gli ho detto che se continuano a farmi fare pesi così alla fine sarò un bodybuilder e non un giocatore di basket... Quello che qui è grandioso sono le strutture, anche il college più piccolo ha impianti da paura, superiori alla maggioranza delle squadre in Europa". 

Cosa le ha dato l'esperienza prima di Milano e poi di Belgrado?

"Quella di Milano è stata un grandissimo passo, sono stato per tre anni, il primo di ambientamento perché il livello degli allenamenti era molto più alto rispetto a quello che conoscevo io, mentre il secondo e terzo più di consolidamento. Se penso all'Olimpia penso comunque a un periodo della mia vita che mi ha fatto crescere tanto come giocatore. Lo scorso campionato invece, col Mega Belgrado, mi ha aiutato a maturare dopo gli anni nell'under 19, mi ha fatto capire come stare in campo con i senior, insomma è stato utile". 

Se si dovesse paragonare ora a un giocatore?

"Porzingis, in questo momento direi lui". 

Wembanyama?

"No, ora no, come palleggia lui io non palleggio, in molte cose lui è avanti, anche se come tiro da tre me la gioco. C'è molto da fare per arrivare ai suoi livelli, ma mi alleno per quello". 

Leggi l’intero articolo