"Non si alzava, non voleva lavarsi né mangiare, rifiutava il mate": processo Maradona, la testimonianza choc

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In aula parla il massaggiatore Taffarel: "Ho fatto presente i suoi problemi, ma non ho visto azioni concrete..."

Filippo Rubulotta

7 agosto - 11:54 - MILANO

A quasi sei anni dalla morte di Diego Maradona (25 novembre 2020), emergono nuovi dettagli nel processo che vede imputati sette professionisti sanitari dell'équipe che seguiva l'ex campione argentino. Il procedimento giudiziario è in corso a San Isidro, nell'area metropolitana di Buenos Aires. L'accusa sostiene che presunte omissioni e negligenze nell'assistenza possano aver contribuito alla morte dell'ex fuoriclasse. Tra le testimonianze più significative c'è quella del massaggiatore Nicolas Taffarel, che ha descritto le condizioni fisiche e psicologiche dell'ex capitano dell'Albiceleste nelle settimane precedenti al decesso.

parla il massaggiatore

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Davanti ai giudici, Taffarel ha raccontato che Maradona "non si alzava dal letto, non voleva mangiare e non voleva lavarsi". Il massaggiatore ha spiegato di aver più volte espresso le proprie preoccupazioni allo staff medico, chiedendo un monitoraggio più costante e invitando i sanitari a visitarlo "ogni giorno", come dimostrerebbe anche un messaggio audio riprodotto durante l'udienza. 

ccondizioni in peggioramento

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Nel corso della sua deposizione, Taffarel ha ricordato di aver segnalato ripetutamente il peggioramento delle condizioni di Maradona, senza però riscontrare interventi adeguati. "Ho fatto presente i problemi che riscontravo in lui, ma non ho visto né azioni concrete né una rapida risoluzione", ha dichiarato, visibilmente commosso. Ha poi aggiunto: "Era gonfio, aveva le gambe gonfie...". Secondo il suo racconto, i medici lo rassicuravano costantemente: "I medici mi dicevano di stare tranquillo, che queste cose sarebbero passate. Quando sei nervoso, ti fidi di loro, ti dici che passerà, che tutto si risolverà. Ma non è successo". 

L'ultimo incontro e "no" al mate

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Il massaggiatore ha anche ricordato l'ultimo incontro con Maradona, avvenuto il 24 novembre 2020, il giorno precedente alla sua morte. In quell'occasione gli propose di trascorrere del tempo insieme bevendo un mate, ma il campione rifiutò. "Mi disse: 'Non voglio niente, Taffita, basta così'. Gli chiesi: 'Cosa intendi con 'basta così'?' e lui rispose: 'Niente, basta così'". Un'espressione, pronunciata in spagnolo con le parole "ya esta", che nel tempo è stata interpretata sia come "va bene così" sia come "è finita".

decesso e tempistiche che non tornano

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La tempistica del decesso è uno dei punti chiave del processo. Secondo le perizie forensi, Diego sarebbe morto dopo diverse ore di agonia, anche se gli esperti non concordano sulla durata esatta. Gli imputati, che rischiano fino a 25 anni di carcere, respingono ogni accusa. La maggior parte sostiene di aver operato esclusivamente nell'ambito delle proprie competenze e che il proprio ruolo non abbia avuto alcun legame diretto con le cause della morte. Nelle conversazioni del gruppo chat dei custodi esibite durante il processo, gli uomini incaricati della sicurezza commentavano tra loro dopo la morte di Maradona che i medici "se la stavano facendo sotto" e che sarebbero finiti "in galera". Si andrà per le lunghe, perché questa storia sembra avere ancora molti capitoli da svelare. Solo così sarà possibile ricostruire un quadro completo della vicenda.

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