L'ex nuotatrice oro olimpico parla delle possibilità azzurre ai campionati europei di Parigi; "Quadarella può vincere tre ori". Ma non solo: "Il calcio italiano? Malagò l'uomo giusto per rilanciarlo"
Europa di Fede. Uno sguardo speciale sull’Italia dalla madrina del 2022 che dal 2008 al 2021 ha regalato ori ed emozioni in serie. Dall’osservatorio di casa, a Verona, Federica Pellegrini lancia la nazionale di corsia che vuol stregare ancora dopo il biennio olimpico e mondiale.
Fede, gli Europei riportano inevitabilmente a Roma 2022, l’ultima edizione in corsia per gli azzurri che disertarono quella di Belgrado pre-Giochi 2024. Che settimana fu?
"Bellissima. Quella piscina del Foro Italico per me ha sempre un significato speciale ed era già chiaro che sarebbe stato un Europeo ricco di emozioni. Ero la madrina della rassegna. Ho vissuto una settimana di lavoro, ma anche di grande divertimento: ogni giorno ero in vasca a tifare per gli azzurri e a seguire le gare. La ricordo davvero con tanto affetto".
Tra i momenti più emozionanti ci fu il bronzo di Luca Pizzini. Le scese anche una lacrimuccia.
"Sì, perché era la sua ultima gara. Aveva superato i trent’anni e in molti lo aveva già dato per finito. Mi sono rivista nel suo percorso. Chiudere la carriera con una medaglia, in casa, in quella piscina e con Matteo come allenatore è stato davvero emozionante. Lui è partito proprio ieri per Parigi, io invece mi trasferirò al mare con le bambine".
Che Europei si aspetta?
"Per l’Italia gli Europei significano quasi sempre tante medaglie e mi aspetto che sia così anche questa volta. Sarà interessante capire come i ragazzi gestiranno una stagione particolare, senza Olimpiadi ma con Mondiale e Giochi già all’orizzonte".
Continuerà a seguire soprattutto i 200 stile?
"Assolutamente sì. È una deformazione professionale. Mi diverte ancora provare a capire già dalle batterie chi potrà crescere, sorprendere o vincere".
Alessandra Mao ha già battuto alcuni suoi record giovanili. Che idea si è fatta?
"Non l’ho mai conosciuta perché apparteniamo a generazioni diverse, ma è evidente che abbia un grandissimo talento. Ha margini enormi".
Il paragone con la sua carriera è inevitabile.
"Va però contestualizzato. Vent’anni fa, il mio 54”4 sui 100 valeva il vertice mondiale, oggi il livello internazionale è completamente cambiato, soprattutto nello stile libero. Adesso il suo 54”2 non è molto avanti nel ranking mondiale, visto che il record dell’olandese Steenbergen è di 51”68. Le auguro il meglio e sono curiosa di vedere quanto crescerà".
Che consiglio le darebbe?
"Di restare con i piedi per terra. I primi risultati possono distrarre facilmente, invece bisogna continuare a vivere da atleta. Mi sembra comunque una generazione molto equilibrata".
La 4x100 stile libero femminile può sognare in grande?
"In Europa è sempre stata una staffetta da medaglia. Oggi abbiamo un quartetto molto forte, anche se la velocità mondiale è cresciuta tantissimo. Sarà interessante vedere dove potrà arrivare".
Sara Curtis l’ha sorpresa?
"Sì. Non mi aspettavo un’esplosione così dopo il trasferimento negli Stati Uniti. Evidentemente era la scelta giusta per lei".
Può diventare la stella del nuoto italiano?
"Lo è già".
Chi aspetta con più curiosità?
"Carlos D’Ambrosio. Lo seguo da vicino, conosco il lavoro che sta facendo a Verona con Luca De Monte e credo possa fare un ulteriore salto di qualità".
Sarah Sjostrom continua a vincere anche da mamma.
"È una forza della natura. Continua a nuotare tempi incredibili. Da madre so quanto sia complicato conciliare tutto. Per questo merita ancora più ammirazione".
E la sua vita da mamma?
"Molto impegnativa. Le bimbe sono piccole e adesso la priorità è stare con loro. Da settembre riprenderò gradualmente tutti gli impegni".
Sono caduti tutti i record femminili dell’era dei costumi gommati. Se lo aspettava?
"Sì. Già pochi anni dopo si era capito che sarebbero stati battuti. Oggi il nuoto è cresciuto moltissimo e anche i materiali sono cambiati. Mi sorprende quasi che ci siano ancora record resistenti tra gli uomini".
Simona Quadarella può dominare ancora?
"Sì, può vincere ancora tre ori".
Quanto pesa il cambio di allenatore?
"Può averle dato serenità, ma continuare a migliorare anche a 27 anni non è così insolito. Io stessa ho nuotato il personale nei 100 quasi a trent’anni".
Da membro del CIO come giudica gli incentivi economici per tutti gli olimpici?
"È un cambiamento importante e giusto. Non tutti i Paesi possono sostenere economicamente gli atleti come accade in Italia. L’obiettivo è dare a tutti maggiori opportunità. Poi sarà fondamentale che i Comitati olimpici gestiscano queste risorse con criteri etici".
Malagò può rilanciare il calcio italiano?
"Credo di sì. Conosce perfettamente la complessità del ruolo e ha l’esperienza per affrontare una sfida così delicata".
Il problema del calcio nasce dalla base?
"È quello che emerge da chi conosce questo mondo. Ma vale per qualsiasi sport: senza un settore giovanile forte non si costruiscono i campioni del futuro".
Infine la Fede Academy: altro sold out.
"Sì, anche quest’anno le iscrizioni si sono esaurite in poche ore. Siamo molto soddisfatti del lavoro che stiamo facendo. Abbiamo ridotto leggermente il numero dei corsi perché volevo essere presente ogni giorno con due bambine così piccole. L’obiettivo è tornare a crescere già dal prossimo anno".


