Non è mai troppo tardi per cambiare carattere: lo conferma uno studio

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Uno studio dell'Università di Heidelberg sfida l'idea che la personalità sia immutabile: i risultati su adulti fino a 78 anni hanno sorpreso anche i ricercatori

Eugenio Spagnuolo

17 marzo - 12:48 - MILANO

"Chi nasce tondo...". C'è una credenza diffusa, quasi un luogo comune della psicologia popolare, secondo cui dopo una certa età la personalità è inamovibile. Ansiosi? Introversi? Troppo reattivi? Così siamo e così resteremo. Ma uno studio pubblicato su Communications Psychology da ricercatori dell'Università di Heidelberg afferma che questa convinzione in realtà è sbagliata. E lo dimostrerebbero i dati raccolti su 165 adulti di età compresa tra 19 e 78 anni. 

Cambiare carattere si può: lo studio

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Il programma era strutturato: otto settimane di sessioni di gruppo da due ore, due incontri a settimana, gruppi di cinque-dodici partecipanti. Le prime quattro settimane sono state dedicate alla gestione dello stress e alla regolazione emotiva; le successive alla socialità, alle dinamiche interpersonali, al saper porre limiti. Fuori dai gruppi, i partecipanti hanno svolto esercizi quotidiani, tenuto brevi diari e si sono confrontati con un "compagno di allenamento". L'obiettivo era lavorare sui due tratti caratteriali che le persone più spesso desiderano modificare: la stabilità emotiva, cioè la capacità di restare calmi sotto pressione, e l'estroversione. La personalità dei volontari è stata misurata cinque volte nell'arco dello studio, attraverso questionari standard e un test che cattura il modo in cui ci si percepisce a un livello meno consapevole.

cambiare da adulti

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I ricercatori si aspettavano che i più anziani beneficiassero meno dell'intervento. E questo perché i processi di apprendimento rallentano con l'età e chi ha sessant'anni tende a preferirsi com'è piuttosto che mettersi in discussione. Ma la previsione non si è avverata. Anche gli over 60 hanno migliorato la loro stabilità emotiva e la loro apertura sociale nella stessa misura dei ventenni. E un anno dopo la fine del programma, i progressi sulla stabilità emotiva erano in gran parte mantenuti. L'estroversione aveva subito un lieve calo, ma restava più alta rispetto al punto di partenza. Non solo: i partecipanti più anziani si sono rivelati i più diligenti, completando più compiti settimanali, usando con maggiore costanza i materiali audio e lasciandosi coinvolgere più volentieri. I più giovani, con settimane più caotiche e irregolari, hanno invece mostrato più difficoltà a mantenere la concentrazione.

Bisogna volerlo

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Lo studio suggerisce che l'impegno elevato degli adulti più anziani abbia compensato eventuali rallentamenti legati all'età nell'apprendimento, notando che "la dedizione al programma ha probabilmente bilanciato qualsiasi differenza nei processi di apprendimento". Vale anche un'altra osservazione: il fatto che la personalità cambi meno nella vita quotidiana di chi ha sessant'anni può dipendere semplicemente dalla mancanza di occasioni, non da un limite biologico. Senza un nuovo lavoro, un trasferimento o un nuovo contesto relazionale, le spinte al cambiamento sono meno. Attenzione: tutti partecipanti erano volontari motivati, disposti finanche a pagare una quota di iscrizione e a impegnarsi per due mesi: non un campione preso a caso. Ma questa potrebbe essere la prova che modificare alcuni tratti della personalità è possibile solo se (e quando) lo si vuole davvero.

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