Nico Paz e i suoi padri: da Pablo a Messi, così cresce il futuro dell'Argentina. "E sul Como..."

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Il papà in tribuna si commuove, Leo e Otamendi lo prendono sotto la loro ala: così il talento appena riacquistato da lariani si sta ritagliando un ruolo in nazionale

Una nuova generazione argentina si sta affacciando al balcone della nazionale tuttora campione del mondo. Il legame con il passato è forte, perché oltre a proseguire il lavoro di chi ha portato l’Albiceleste in vetta, c’è la continuazione dell’opera famigliare. Contro la Giordania attiravano la curiosità (e l’ammirazione) degli aficionados Nico Paz e Giuliano Simeone, figli di Pablo e Diego, entrambi presenti insieme al Mondiale 98. In Francia c’era anche Javier Zanetti che qui a Dallas guardava dalle poltrone vip i ragazzi titolari nella terza partita della Coppa e pensava ai padri suoi amici. E c’era anche Pablo Paz, che ha commentato commosso il debutto dall’inizio, non assoluto, del figlio al Mundial: “Vederlo in campo dal primo minuto qui è stata una cosa indescrivibile. Ho pianto come mi capita ormai da due settimane a questa parte” ha detto in tribuna a “Flashscore”.

tanti padri

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Pablo era un difensore. Nico, lo si conosce dal Como, un centrocampista offensivo che può coprire molte zone del campo. Non gli hanno già appiccicato l’etichetta del nuovo Messi, perché Leo è inimitabile e perché, già a guardarli come misure e tipo di giocate, sono diversi. Meglio così per Nico, certi paragoni disturbano e basta. Però il 21enne talento che sta vivendo il suo primo Mondiale con partecipazione, non da ultimo della rosa in viaggio premio, è avviato a prendere l’eredità dei leader in un futuro che già sta iniziando. Nel gruppo è coccolato e benvoluto, come se avesse degli altri padri che lo hanno accolto e lo spingono. Quando ha parlato di Messi, nel dopo partita, Paz ha confermato questa attenzione che gli dà fiducia: “Per me questa partita è la realizzazione di un sogno. Messi è pazzesco, alla sua età continua a sorprenderci ogni giorno. Prima della partita dà consigli, con lui anche gli altri esperti come Otamendi. Imparo tantissimo, mi stanno sempre vicino. Ripetono che devo essere me stesso, di giocare tranquillo, di non avere paura di mostrare le mie qualità. È un atteggiamento che apprezzo tantissimo e che mi sta aiutando a crescere”.

idolo

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Paz è felice di restare a Como, “è quello che voleva” come ha confermato il padre. Ma è anche super felice di poter vivere questa avventura al fianco di colui che è sempre stato il suo idolo, Messi. Quando ha segnato il primo gol in nazionale, il 27 marzo scorso contro la Mauritania, lo ha dedicato proprio a Leo che quel giorno era stato sostituito da lui e dalla panchina aveva applaudito quella punizione vincente. Nella notte di Dallas, Nico ha ribadito la sua ammirazione: “Sono fortunato a giocare con lui. Spero continui così”.

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