Anche Milinkovic e Mazzocchi pronti per sabato. Gilmour e Anguissa potrebbero rientrare con la Roma
Arrivano i "mostri": che stanno in fila, dietro l’uscio dell’infermeria dalla quale non può ancora essere rimosso il semaforo, che lentamente comincia consentire un deflusso ordinato. Con il verde, ovviamente, si passa: e mentre il caos resta vivo, dal traffico che s’è accumulato in mesi di sofferenza sfila via, qualcuno forse persino una inconfessabile speranza. Il mercato è chiuso, si sono sentiti i rintocchi del Big Ben, però ripensandoci e rimettendo pure assieme i cocci di sei mesi infernali, in 45 giorni, semmai 60, ci sarà una squadra destinata a rinforzarsi sensibilmente e mica banalmente, con quel po’ di gioielleria pesante che sta per tornare. C’è un bollettino di giornata obbligatorio perché è stata una sequela di accidenti di ogni genere e grado da agosto in poi, però dopo che Lukaku e Meret hanno buttato via le stampelle, dall’elenco si può procedere a cancellare un po’ di protagonisti annunciati d’un finale tutto da riscrivere: in ordine cronologico, con l’approssimazione che suggerisce il buon senso e l’imprevedibile presenza del destino, da Milinkovic a Rrahmani, da Mazzocchi a Politano, da Gilmour ad Anguissa, da De Bruyne a Di Lorenzo e infine a Neres, ognuno potrà aggiungere rapidamente qualcosa, almeno ciò ch’è stato tolto.
i rientri
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Milinkovic ne ha saltate tre (per colpa di un’elongazione di un bicipite femorale) e sabato a Marassi dovrebbe esserci, sapendo di ritrovare davanti a sé un Meret prodigioso. Ma in difesa, all’improvviso, si potrà persino avvertire quel senso di benessere sconosciuto: Amir Rrahmani (da quattro partite fuori per lesione distrattiva al gluteo sinistro) è il candidato che può orientare Conte a uscire da ogni indugio e se starà benissimo, in difesa in mezzo ci sarà lui e poi si vedrà cosa fare alla sua destra. Qualcosina, magari, si potrà capire dall’allenamento congiunto con il Giugliano che in giornata rappresenterà un piccolo crash-test necessario per avere ulteriori input.
le condizioni
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Sta benino Mazzocchi, che sa fare il Di Lorenzo sulla fascia; sta meglio Politano, che sa fare varie cose, sempre con la giusta generosità e forse anche di più, e sino a sabato l’uno e l’altro verranno seguiti nel processo evolutivo: se non dovessero esistere rischi, si aggiungeranno due posti in aereo. Come i ragazzi di oggi, le sorprese spingeranno allo stupore con intercalari anche fanciulleschi: ma Gilmour (assente dal primo novembre, per 21 gare) sembra in procinto di scaldarsi per la Roma e Anguissa, un rimpianto grosso così, nell’evitare di lanciarsi in tabelle, sorride: può, anzi deve, perché quel bicipite femorale gliene ha tolto diciannove, ed ha privato il Napoli di un atleta irriproducibile ovunque, mica solo a Castel Volturno.
gli infortunati
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Non è certo il caso di addentrarsi nell’orizzonte per Di Lorenzo e neppure per Neres, che sono reduci da questo ciclone che ha investito il Napoli e comunque sanno più o meno quando ne usciranno: il capitano dovrà fronteggiare il suo trauma distorsivo di secondo grado al ginocchio sinistro per un paio di mesi, gli andasse bene quarantacinque giorni; mentre il brasiliano, che si è operato al tendine di una caviglia a Londra una settimana fa, si rivedrà verso la fine di aprile. Quando De Bruyne, volesse il cielo, sarà riemerso dalle brume e dalla malinconia ed avrà ricominciato ad illuminare Napoli, che l’aspetta tra un paio di settimane, forse tre, per prepararlo poi al debutto-bis. L’ultima volta, il 25 ottobre, gli venne proibito di esultare per aver segnato il rigore all’Inter e da quella sera sono sparite 23 partite: come se fosse stato un miraggio o un’illusione. Però adesso comincia a riesserci vita su Napoli.

