Grande uomo da classiche negli anni 90 e 2000, ora preparatore, il toscano si è rimesso ancora in gioco: “Per il futuro del ciclismo”
Ha preso ormai piede il nuovo progetto di Michele Bartoli, grande uomo da classiche degli anni 90 e 2000 (Fiandre, 2 Liegi, 2 Lombardia, senza dimenticare la rosa al Giro e tanto altro), ora preparatore atletico, che si è rimesso ancora in gioco “per dare il mio contributo a un bel futuro per il ciclismo”, spiega a Gazzetta.it a Lido di Camaiore, dove l’abbiamo incontrato a margine della partenza della Tirreno-Adriatico. È nata infatti la Michele Bartoli Academy, che per ora conta su 15 giovanissimi (“una scelta”), da accompagnare fino alla prima categoria internazionale (juniores). “E dall’anno prossimo avremo pure gli esordienti. Un progetto a cui crediamo molto”, dice Bartoli, affiancato dalla moglie Alessandra. Le basi sono Montecarlo di Lucca e Vicopisano, in Toscana, dove si vorrebbero mettere le basi anche per costruire “un ciclodromo che serva all’attività di base”. “Vogliamo insegnare alle famiglie il modo giusto per far diventare atleti i loro figli. E allargare la base. In futuro, poi, vorrei che questo nucleo diventasse qualcosa di grande. Sono abituato a sognare. Alcuni grandi sogni li ho realizzati, altri no, certo sarebbe bello avere un team un giorno che partecipi alla Tirreno-Adriatico… Ma vediamo, ho pudore anche a dirlo per ora. Però sono coinvolte aziende importanti che possono accompagnarci per tanti anni. In Italia non mancano i soldi, ma i progetti. Siamo una goccia nel mare, ma intanto iniziamo e poi…”.

