Masters, la ricca cena di McIlroy tra datteri ripieni e carne di alce

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Ogni anno il campione in carica offre la serata ai "colleghi" con la Giacca Verde: Rory ha scelto vini costosi e raffinati ed è stato un successo

Silvia Audisio

8 aprile - 16:13 - MILANO

Assaggi di Masters. Ma solo per pochissimi, 35 persone in tutto che ricevono un invito speciale alla tavola del campione che torna a difendere il titolo. È questo il numero dei giocatori ancora in vita (considerando che il torneo scende in campo questa settimana per la novantesima volta) che all’Augusta National hanno vinto. Ieri sera, come ogni martedì nella settimana del Masters, erano in 33, assenti Phil Mickelson per problemi familiari e Tiger Woods, che ha preso una pausa dall’ambiente del golf dopo il recente incidente d’auto. Sono tornati a indossare la mitica giacca verde per poi salire al secondo piano della club house, ricevuti da una lunghissima tavolata e dall’ospite che per tradizione orchestra la bella serata, naturalmente seduto accanto al chairman dell’Augusta National, Fred Ridley. A lui, cioè a Rory McIlroy in questo caso, l’onere di pagare il conto ma anche l’onore di proporre il suo menù. Rigorosamente cucinato dagli chef del club.

poca irlanda

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 Quasi tutti in passato hanno portato in tavola i sapori del proprio Paese, ma non è stata esattamente questa la strategia di Rory, se non con qualche accenno qua e là. Per uno degli starter ha ringraziato mamma Rosie. «Per il mio dinner le ho rubato la ricetta dei bacon-wrapped dates datteri ripieni di formaggio di capra avvolti nel bacon, davvero squisiti». Per il campione nord irlandese sono stati diversi gli spunti d’ispirazione. Per esempio rendere omaggio alla cucina del Paese ospite. "Ho voluto inserire qualche ingrediente locale. Quindi abbiamo servito peach & ricotta flatbread, focaccia con pesche della Georgia, ricotta e miele piccante". Al consenso sicuro ha puntato con un altro starter (rock shrimp tempura): «penso che i gamberi in tempura piacciano davvero a tutti, quindi un piatto del genere non poteva mancare, ed è stato un successo». E poi un omaggio al suo trionfo del 2025. «Durante la preparazione per il Masters dello scorso anno, ho mangiato un sacco di alce; non sapendo quanti lo avrebbero apprezzato non volevo che fosse il piatto principale, quindi (ancora come antipasto) sono stati serviti dei mini-hamburger di alce alla griglia (grilled elk sliders), un tocco divertente». Per completare le entrée, yellowfin tuna carpaccio. Ma non un banalissimo carpaccio di tonno. "Al momento io e mia moglie Erica abbiamo un ristorante preferito a New York. Si chiama Le Bernardin. Lo chef è Eric Ripert e questo piatto viene cucinato lì. Un carpaccio di tonno pinna gialla, una fetta di baguette francese molto sottile con una striscia sottilissima di foie gras sopra, una ricetta divertente e interessante. Gli chef di Augusta volevano che il piatto fosse perfetto, così sono andati a Le Bernardin e lo hanno cucinato insieme ai loro colleghi, davvero cool!". Doppia scelta per il main course. "Certo è un grande onore essere l’ospite del Champions’ Dinner, volevo essere certo che il mio menù piacesse a tutti. Così abbiamo messo in tavola un filet mignon di wagyu, con l’alternativa del filetto di salmone. Come contorno, ricordando le verdure che da bambino raccoglievo nell’orto, cavolini di Bruxelles saltati, carote glassate al burro e ancora un prodotto locale tipico, le cipolle Vidalia croccanti (Vidalia è a circa due ore da Augusta). Per finire sticky toffee pudding con gelato di vaniglia".

collezionista

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 Grande focus sui vini. «È la parte del menù che ho preferito avendo accesso alla meravigliosa cantina di Augusta. Un Salon Brut champagne 2015 per iniziare, proseguendo con un Domaine Leflaive Batard Montrachet 2022 (il primo bianco in assoluto che mi sia piaciuto); per il rosso un Chateau Lafite Rothschild 1990 di Pauillac (Bordeaux). È il vino che ho bevuto la sera della mia vittoria qui ad Augusta, mi porta alla mente grandi ricordi (anche quello di Shane Lowrie che ne aveva bevuto un po’ troppo). Per accompagnare il dessert, un Chateau D'Yquem 1989 di Sauternes in Bordeaux: è oro liquido e poi l’89 è la mia data di nascita. Sono stato molto attento alla scelta dei vini, ne sono molto appassionato e ho iniziato a collezionarli circa dieci anni fa», ha concluse il campione.

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