Il monegasco esce male dalla prova in Austria, battuto in gara da Hamilton e sempre in vena di sfoghi durante il GP: "Facciamo tanta fatica, ma non è solo un problema di motore. La verità è che quando manca il passo, qualsiasi strategia provi a implementare finisce per sembrare sbagliata"
Certi giorni vorresti un appiglio, un salvagente, qualcuno con cui consolarti. Sperduto nella sua tristezza, Charles Leclerc deve invece fare i conti con una stagione no: "Il passo non c’era, particolarmente con me, ma penso che anche con il team abbiamo fatto più fatica rispetto a Barcellona, io ancora di più". Non è solo per l’ottavo posto nel GP d’Austria, è che per il monegasco questo Mondiale sta diventando una specie di labirinto: restarci impigliato è un rischio. La sua Ferrari non va. E Leclerc non trova il ritmo. E sì, ci sono questioni tecniche, certo. Ma anche i sentimenti giocano una parte importante in questa storia. La prima cosa, però, si annida nella domanda totale: il gap dai motorizzati Mercedes è colmabile o no? Leclerc ha dato la sua risposta: "Sì, è colmabile, però al momento con il motore facciamo tanta fatica, in tutte le battaglie che ho avuto con il team Red Bull e con i motorizzati Mercedes c’era poco da fare, però non è tutto nel motore".
tenuta mentale
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Una gara "incredibilmente difficile", l’ha definita Leclerc, che ha parlato anche di un "grip generale bassissimo" e di come abbia faticato a mantenere la vettura e le gomme "nella giusta finestra di utilizzo". Non è nemmeno una questione di strategie, non del tutto. "Con il senno di poi si può sempre fare qualcosa di meglio. Ma la verità è che quando manca il passo, qualsiasi strategia provi a implementare finisce per sembrare sbagliata". C’è il gap, ok. Ma poi c’è soprattutto la tenuta mentale, quella su cui Leclerc sta facendo più fatica. L’uomo su cui la Ferrari ha puntato per i prossimi anni ha bisogno di più pratiche zen. Non scontate, visti i team radio di fuoco arrivati durante il GP d’Austria. Dopo il pit stop, Leclerc era tornato in pista quinto. L’hanno passato, nell’ordine, il compagno di squadra Hamilton e Hadjar, sulla Red Bull. A quel punto a Leclerc si è chiusa la vena: "Le gomme fanno cag...". O meglio: "Shit", con un lungo bip della regia.
sfoghi col team
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Poi, quando lo ha superato Norris, sulla McLaren, Charles ha chiesto al box: "Quanto ancora devo perdere perché mi facciate fermare?". In Ferrari sanno tenere la calma. Tanto che l’ingegnere non ha risposto, salvo poi, dopo mezzo giro, richiamare Leclerc ai box. Tra le pieghe dei team radio c’è anche un: "Questa macchina è terribile". Più tardi, dopo il GP, dal quale era scattato secondo (e con ambizioni di vittoria), Leclerc ha ammesso che "è davvero difficile comprendere i valori in campo quest'anno. Si passa da un estremo all'altro". C'è un team che sembra faticare enormemente in un weekend e quello successivo si ritrova a essere fortissimo. "È una tendenza recente, si nota molto di più in questi ultimi anni rispetto al passato, quando le gerarchie erano più chiare. Ora è tutto molto complesso. Se compariamo Barcellona a questo circuito, per noi c'è stata un'oscillazione di performance impressionante".
a testa bassa
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È un Leclerc diverso da quello di tanti anni fa. Un tempo era il principino venuto dal nulla, bello e felice di guidare la macchina dei suoi sogni. Voleva vincere, ma c’erano aspetti di non poco conto da considerare: la Ferrari non andava. Oggi che ha 28 anni ed è un pilota affermato, Leclerc sente il bisogno di fare di più. Glielo chiede la coscienza. E anche il popolo della Ferrari. L’arrivo di Hamilton, inoltre, ha messo ancora più pressione al monegasco. Per ora Lewis gli sta spesso davanti. Dopo il successo di Barcellona, anche l’ottavo posto in Austria ha per Charles un significato diverso. Lo ha ammesso anche il monegasco: "Purtroppo la vedo difficile essere più vicini a lui adesso. Ho faticato parecchio. Lewis ha fatto un'ottima partenza, guadagnando una posizione in pista che lo ha aiutato all'inizio. Ma anche quando eravamo in aria libera, credo che avesse semplicemente un passo migliore del mio". Dunque, che fare? "In questi momenti devo solo tenere la testa bassa, continuare a lavorare e provare a trovare la quadra di questa macchina, visto che ancora oggi ho fatto fatica". Solo una settimana fa aveva rilasciato un’intervista a un marchio che produce prodotti per dormire meglio. E ovviamente c’entrava anche con il sogno. Leclerc aveva ammesso di sognare sempre la stessa cosa: "Vincere il mondiale". Per ora resta una vaga nebulosa da continuare a inseguire.



