Leclerc e Alexandra aspettano un figlio? Le voci dal paddock di Budapest

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Le immagini hanno fatto il giro del web, e il pancione è diventato subito evidente per qualcuno (ma per qualcuno no)

Giorgio Burreddu

Collaboratore

24 luglio - 20:40 - MILANO

Più veloci di una F1 sono le voci. E quelle nel paddock dell’Hungaroring, in Ungheria, non si fermano più. Charles Leclerc e Alexandra Saint Mleux hanno impiegato qualche settimana, dalla barca di Saint-Tropez al gran premio di Silverstone, ma alla fine eccoci qui: i due aspetterebbero il loro primo figlio. 

Il condizionale, come si dice, è d’obbligo. Dalla coppia non è arrivata alcuna conferma. Ma ci sono indizi di livello: un abito (fotografato e commentato sui social) un po’ troppo largo, perfetto per nascondere una gravidanza. Quello di Alexandra è un vestito Emilio Pucci, morbido ma stretto in vita. Le immagini hanno fatto il giro del web, e ovviamente il pancione è diventato subito evidente per qualcuno (ma per qualcuno no) e la nascita è già stata schedulata, direbbe qualcuno, in autunno. Charles però tace. E Alexandra pure. Ma il paddock è piccolo e, si sa, la gente mormora. 

I primi sospetti erano nati durante una vacanza in barca, poi erano tornati a Silverstone. A Budapest è arrivata la presunta conferma. Leclerc e Alexandra si sono sposati a Monaco il 28 febbraio con rito civile, attraversando il Principato su una Ferrari rossa d'epoca. Prima ancora, nel novembre 2025, la proposta di matrimonio era stata affidata a Leo, il bassotto della coppia, con un messaggio infilato nel collare d’oro: “Papà vuole sposarti”. Un cupido che scodinzola non si era ancora visto. 

Per Leclerc la famiglia è una cosa seria. Suo padre Hervé lo portò sui kart da bambino e gli insegnò a restare umile quando arrivavano le vittorie. Charles gli disse, poco prima che morisse, di aver già ottenuto un posto in Formula 1. Non era vero, non ancora. Ma lo diventò pochi mesi dopo. Adesso il futuro è bellissimo. Un figlio: sarebbe più importante di una pole o di una vittoria con la Ferrari. Ma l’annuncio, quando (e se) arriverà, è a loro che spetta.

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