Dopo i controlli a Milano e al J|Medical di Torino, Jannik proseguirà con le cure prescritte. Nessun allarme in vista della partenza per gli States e la partecipazione al Masters 1000 di Cincinnati
È un bravo paziente, Jannik Sinner. Il numero 1 al mondo sta seguendo alla lettera le indicazioni ricevute dal fisiatra che l’ha visitato martedì a Milano, il dottor Gianluca Melegati, ex Milan nell’anno dello scudetto di Massimiliano Allegri. Fisioterapia, innanzitutto, per prendersi cura del ginocchio destro che ha dato al giocatore qualche problema negli ultimi giorni. Non sembrerebbe nulla di preoccupante o in grado di scombinare i piani dell’altoatesino che a giorni partirà per gli Stati Uniti, dove giocherà il Masters 1000 di Cincinnati in avvicinamento allo Us Open, ultimo Slam della stagione.
J|Medical
—
Ieri Jannik si è allenato al Country Club di Montecarlo, poi ha raggiunto il J|Medical di Torino per sottoporsi alle cure prescritte. Lo farà ancora nei prossimi giorni, prima di volare negli Stati Uniti. Attorno al numero uno del mondo il clima resta sereno: nessun allarme, solo la consapevolezza che ogni dettaglio va gestito con attenzione in una fase della stagione in cui il margine d’errore è minimo. A Cincinnati, dove non riabbraccerà Carlos Alcaraz, ancora fermo ai box per il recupero dall’infortunio al polso destro, Sinner cercherà soprattutto le migliori sensazioni. Sul cemento dell’Ohio troverà infatti le condizioni più simili a quelle che lo attendono a Flushing Meadows, tra superficie, umidità e temperature.
ginocchio
—
Il ginocchio, insomma, è solo l’ultimo tassello di un lavoro che negli ultimi anni è diventato quasi una scienza per il campione della Val Pusteria. Se il talento ha portato Sinner fino alla vetta del ranking mondiale, è la cura del corpo ad avergli consentito di restarci per 83 settimane senza grossi guai. Allenamenti, recupero, alimentazione, prevenzione: ogni elemento è stato studiato e monitorato. Nel tennis il fisico è uno strumento di precisione da mantenere sempre nella condizione migliore. Lo stesso Sinner non ha mai nascosto quanto sia cambiato il suo approccio maturando come atleta e come uomo. "Sto investendo tanto sul mio corpo perché è il mio capitale, il mio motore - diceva a Wimbledon, poco prima di sollevare il trofeo per il secondo anno consecutivo - . Sto provando a capire come certe cose funzionano e se mi possono dare una mano oppure no. Per me il recupero è fondamentale e credo che stiamo facendo molto bene". Parole che raccontano una trasformazione profonda. Il ragazzo esile che agli inizi della carriera veniva considerato troppo leggero per reggere il ritmo dei grandi tornei oggi è un atleta completo. Anche le difficoltà degli ultimi mesi sono diventate materiale di studio. Dopo i malori accusati in condizioni climatiche estreme, l’ultimo quello ben noto di Parigi, il numero uno del mondo e il suo staff hanno analizzato ogni aspetto della preparazione per ridurre al minimo il rischio che situazioni simili possano ripetersi. "Questi piccoli crolli sono stati quattro negli ultimi cinque anni - ha detto Simone Vagnozzi -. Il caldo, la stanchezza e la tensione possono combinarsi: non c’è un singolo fattore. Dobbiamo convivere con questi episodi lavorando per evitarli".
serenità
—
Nessun allarmismo, dunque, ma la volontà di conoscere sempre meglio il proprio organismo e anticiparne le risposte. È questa la filosofia che accompagna ogni giornata di Sinner, anche in questo momento di cura. Ogni seduta in palestra, ogni trattamento fisioterapico e ora dedicata al recupero hanno lo stesso peso di un allenamento con la racchetta. Due anni fa, Jannik, appena diventato numero 3 al mondo, aveva già le idee chiare a questo proposito: "Ogni variazione del fisico si riflette sul gioco, come nelle macchine - diceva -. La vittoria arriva da lontano, da tutti i sacrifici che non vedete".


