Le parole del meteo che usiamo in modo sbagliato

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Diciamoci la verità, quando il termometro sale o il cielo si fa nero, diventiamo tutti meteorologi fai-da-te. Ma nel farlo spesso usiamo parole di cui ignoriamo il reale significato scientifico, inventando espressioni o abusando di termini che in realtà avrebbero definzioni fisiche e geografiche rigorosi.

Ecco gli errori linguistici e meteorologici più comuni che commettiamo quando parliamo del tempo, e come stanno davvero le cose secondo la scienza.

Il finto sinonimo: "torrido" vs "afoso"

È il tormentone di ogni estate. Quando la colonnina di mercurio sale, spesso sentiamo parlare di "caldo torrido". Eppure non basta il numero... di gradi centigradi per giustificare l'uso di questa espressione. Peggio ancora quando si parla "caldo torrido e afoso", che, dal punto di vista della fisica dell'atmosfera, è un controsenso. Perché?

  • Il caldo torrido è un caldo molto intenso ma estremamente secco, caratterizzato cioè da tassi di umidità bassissimi. È il tipico clima desertico. In queste condizioni, il nostro corpo riesce a traspirare e il sudore evapora rapidamente, aiutandoci a termoregolarci e a sopportare meglio la temperatura.

  • Il caldo afoso è invece un caldo accompagnato da un tasso di umidità molto alto. Qui sta la vera sofferenza fisica: con l'aria molto umida, il sudore non riesce a evaporare dalla nostra pelle e la temperatura percepita dal corpo schizza ben oltre quella reale registrata dai termometri.

Insomma: un caldo molto intenso non è detto che sia torrido. E in ogni caso usare torrido e afoso insieme è un paradosso.

Non basta che un vento sia caldo per poterlo chiamare Scirocco

Basta che in estate arrivi una folata di vento bollente per sentir dire: "Mamma mia, oggi c'è uno Scirocco terribile". Ma siamo sicuri che sia davvero lui?

I nomi dei venti del Mediterraneo non sono legati alla temperatura dell'aria, ma la direzione geografica da cui soffiano. La loro classificazione si basa sulla storica Rosa dei Venti, idealmente posizionata al centro del Mar Ionio (vicino all'isola di Zante).

  • Lo Scirocco: è esclusivamente un vento che spira da Sud-Est (dalla Siria, da cui prende il nome).

  • Ma se (per esempio) un vento, pur caldissimo e secco, soffia da Sud-Ovest allora si chiama Libeccio (la cui etimologia potrebbe essere associata alla provenienza dalla Libia).

  • Se invece arriva dritto da Sud: si tratta di Ostro (o Mezzogiorno).

"Tromba d'aria" vs "tornado": chi è più forte 

Quando un forte vortice d'aria colpisce l'Italia scoperchiando tetti e abbattendo alberi, si sente talvolta precisare: "Non era un tornado, solo una forte tromba d'aria".

Come se fossero due cose distinte. La verità è molto più semplice: sono esattamente la stessa identica cosa.

  • Tornado è infatti il termine di origine spagnola e inglese, utilizzato a livello internazionale e accademico.

  • Tromba d'aria è semplicemente il corrispettivo termine della tradizione linguistica italiana.

Entrambi indicano una colonna d'aria in forte rotazione, associata a una nube temporalesca o cumuliforme e in contatto con il suolo. Pensare che la tromba d'aria sia, come dire, una "versione light e nostrana" del tornado è un falso. In Italia si registrano purtroppo ogni anno decine di tornado, talvolta anche molto distruttivi.

Non basta un forte acquazzone per dire "nubifragio"

Quante volte, guardando fuori dalla finestra durante un temporale più forte del solito, abbiamo esclamato: "Viene giù il mondo, è un vero nubifragio!"? Nella vita di tutti i giorni tendiamo a usare questa parola in modo del tutto soggettivo, basandoci sulla nostra percezione del momento o su quanta paura ci faccia la pioggia.

In meteorologia, invece, la soggettività non esiste. A stabilirlo sono le linee guida dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) e, in Italia, i parametri scientifici adottati dall'Aeronautica Militare (vedi tabella sopra) e dalle ARPA regionali (Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale). Il nubifragio non è un'opinione, ma un evento definito da un "rain rate" (tasso di pioggia orario) misurato precisamente dai pluviometri:

  • la pioggia caduta deve superare i 30 millimetri in un'ora (pari a 30 litri d'acqua su un metro quadrato).

  • in alternativa, si parla di nubifragio se cadono più di 50 millimetri di pioggia in due ore.

Se un temporale è forte e fa molto rumore, ma scarica "solo" 20 o 25 millimetri di acqua in un'ora, per la scienza si tratta di un comune "rovescio" (più che una "pioggia forte").

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