Il celebre tè sudafricano esportato in tutto il mondo va nello spazio

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Il Roiboos, il rinomato infuso esportato dal Sudafrica, verrà ora inviato nello spazio. Alcuni semi della pianta saranno inviati alla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) in ottobre, per uno studio sulla crescita vegetale nello spazio. L'iniziativa "Rooibos in Space", è stata annunciata oggi dal South African Rooibos Council (Sarc).
    Gli organizzatori puntualizzano che sarà la prima specie vegetale indigena del Sudafrica e il primo lotto di semi proveniente dal continente africano a essere inviato nello spazio nell'ambito del programma di ricerca su Iss.
    Il progetto ideato da Sarc insieme a MaxIQ Space, società specializzata in programmi educativi e scientifici legati allo spazio, ha il sostegno della South African National Space Agency (Sansa).
    L'obiettivo dell'esperimento è esporre i semi alle condizioni dello spazio per verificare come reagiscano alla microgravità e alle radiazioni e valutare il loro potenziale contributo alla ricerca su future forme di produzione alimentare sostenibile oltre la Terra.
    I semi saranno ospitati per almeno sei settimane in un laboratorio miniaturizzato a bordo della Iss e dovrebbero rientrare sulla Terra tra dicembre e gennaio prossimi. Una volta recuperati, verranno piantati insieme a semi di controllo rimasti sul pianeta per confrontarne tassi di germinazione, crescita, resistenza agli stress ambientali e resa produttiva.
    Una componente centrale del programma riguarda l'educazione scientifica. Gli esperimenti a terra saranno condotti da studenti di sette scuole della regione del Cederberg, nell'area occidentale del Sudafrica dove il rooibos cresce naturalmente, con il supporto delle aziende agricole locali.
    Il rooibos, il cui nome in afrikaans significa "cespuglio rosso", è coltivato esclusivamente nella regione del Cederberg e dal 2021 gode della protezione dell'Indicazione Geografica nell'Unione Europea. Il Sudafrica ne produce mediamente circa 22.000 tonnellate all'anno, esportandone circa la metà in oltre 50 Paesi, tra cui Giappone, Francia, Germania, Paesi Bassi e Regno Unito.
   

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