Le carriere-calvario: da Berrettini a Baggio fino a a Brignone, quando il talento convive col dolore

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Italy's Matteo Berrettini reacts to an injury during the quarterfinal tennis match gainst Italy's Matteo Arnaldi at the French Open in Paris, Wednesday, June 3, 2026. (AP Photo/Christophe Ena)

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Cadute, infortuni, operazioni, lunghe riabilitazioni e ritorni inattesi: il percorso di molti campioni è stato segnato da ostacoli che ne hanno cambiato il destino. Le storie di chi è andato oltre i limiti del corpo e della mente

Furio Zara

Collaboratore

4 giugno 2026 (modifica alle 12:57) - MILANO

Le carriere-calvario di certi sportivi sono romanzi cupi punteggiati da dolore e patimento. Nello sfoglio tra una pagina e l’altra, tra l’attesa di una resurrezione e l’inevitabilità della frustrazione che ne deriva quando essa non prende forma, le dita di noi che passiamo al capitolo successivo si inumidiscono delle lacrime lasciate a galleggiare senza alcuna consolazione. Ogni momento rimanda al confine dove la gloria e il fallimento si guardano, nel rimprovero taciuto di chi non ha parole per spiegare. Povero Matteo Berrettini, che sognava un finale diverso, dai tanti uguali che gli sono capitati in sorte. Quando l’infortunio diventa seriale - e nel suo caso lo è diventato - forse il gioco non vale più la degenza. 

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