Il mancato rinnovo del contratto dell'attaccante serbo permette alla dirigenza di liberare spazio a bilancio per gli acquisti, ma priva Spalletti forse dell'unica certezza nel reparto offensivo
Ogni scelta porta con sé convinzioni e dubbi. Sono questi i sentimenti che stanno respirando in queste ore i tifosi della Juventus, che da ieri hanno saputo che le loro strade si separeranno da quella di Dusan Vlahovic. Un calciatore arrivato con grandi aspettative e incapace di mantenerle totalmente, ma che, come ha sottolineato anche Chiellini "è una persona seria e fino all’ultimo ha tenuto alla Juve". Una scelta con pro e contro, insomma, che solo il tempo (e il campo) potrà dimostrare se sia stata giusta o sbagliata.
i pro dell'addio di vlahovic
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Costato 70 milioni di euro più 10 di bonus e 11,6 di commissioni, Vlahovic ha ricevuto oltre 80 milioni di stipendi lordi in 4 anni e mezzo e ha garantito alla Juve 68 gol in 168 presenze. Allo stesso tempo, però, ha subito anche numerosi infortuni muscolari che ne hanno limitato l'impiego, tra cui la fastidiosa pubalgia dell'inverno 2022 e la lesione di alto grado della giunzione muscolo-tendinea dell'adduttore lungo di sinistra del novembre scorso, problema che l'ha tenuto fuori per 4 mesi. Così, tra stipendio lordo e ammortamento, ogni sua rete è costata al club bianconero circa 2,4 milioni mentre ogni suo minuto giocato più di 14.000 euro. Decisamente troppo. Non rinnovando il contratto di Vlahovic, la Juve libera una cifra decisamente corposa a bilancio: oltre 40 milioni tra ammortamento e ingaggio monstre, nell'ultimo anno, da 12 milioni netti all'anno (circa 22 milioni lordi). In uno scenario in cui sarà necessario operare profondamente sul mercato per fornire a Spalletti una squadra in grado di lottare per lo scudetto, è una grande boccata d'ossigeno. Basti pensare che, se dovesse essere raggiunto l'accordo con il Psg per l'arrivo di Kolo Muani, questo peserebbe sul bilancio bianconero per poco più di un terzo rispetto al serbo. E quindi ci sarebbe spazio per altri 2/3 colpi simili. Quel mercato "ambizioso" annunciato dall'ad Comolli.
I sondaggi online di Gazzetta.it non hanno un valore statistico, si tratta di rilevazioni non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno lo scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità. Le percentuali non tengono conto dei valori decimali. In alcuni casi, quindi, la somma può risultare superiore a 100.
gli aspetti negativi
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Allo stesso tempo, però, con l'addio di Vlahovic la Juve perde una certezza, forse addirittura l'unica nel reparto offensivo: nel corso del suo quadriennio, infatti, sulla panchina bianconera si alternati numerosi allenatori, ma tutti hanno sempre scelto il serbo come loro punto di riferimento dell'attacco. Che, alla fine, pur palesando molta discontinuità, ha garantito una rete ogni 163' e una media punti di 1,72. L'ultimo in ordine di tempo è stato Spalletti, che, non a caso, non ha mai nascosto che avrebbe gradito di poter lavorare ancora con l'ex Fiorentina. D'altronde, gli ultimi arrivati in casa juventina sono la conferma che non è così semplice ambientarsi in Serie A: David e Openda erano sbarcati forti di numeri da bomber di razza, ma non sono riusciti ad affermarsi nel nostro campionato. E chissà se andrà meglio ai loro successori. Giusto o sbagliato, quindi, rinunciare a Vlahovic? I tifosi della Juve si interrogano, almeno finché il tempo (e il campo) non emetteranno la sentenza...




