(di Patrizia Vacalebri)
La Tanzania di Stefano Ricci, maison
fiorentina che ha aperto una nuova boutique nel centro storico
di Roma - 180 mq in un prestigioso palazzo, vincolato dalla
Soprintendenza delle Belle Arti, arredato nel tipico concept con
mobili in radica californiana dark e pietra serena - sfila tra i
capolavori di Caravaggio e di Velasquez della Galleria Doria
Pamphilj.
"La Tanzania - spiega prima del fashion show Niccolò Ricci,
figlio del fondatore del marchio e Ceo della società - ha
ispirato la nuova collezione con cui celebriamo l'apertura del
nuovo spazio romano. Ma è anche la nona meta del programma
Stefano Ricci Explorer Mission, che in nove anni è andato alle
Galapagos, in Perù e in altre terre lontane, oltre che a
esplorare anche a sostenere realtà locali. Stavolta è toccato al
Jane Goodall Institute Tanzania, di cui supportiamo i programmi
di alta specializzazione nella ricerca dedicata agli scimpanzé,
con l'obiettivo di contribuire alla tutela della biodiversità e
alla loro salvaguardia. La Tanzania è infine lo scenario dove
abbiamo girato la nuova campagna riassunta nel film che vi
mostriamo, e dalle foto scattate da Ami Vitale, explorer et
large di national Geographic, immagini raccolte in un libro".
"Per girare il nostro video - aggiunge Niccolò Ricci,
direttore creativo dell'azienda di famiglia - abbiamo impiegato
diversi mesi, spostandoci dal sud al nord della Tanzania, con
fotografi, troupe e modelli. Il film mostra i nuovi capi sullo
sfondo delle ombre preistoriche dei baobab nel Tarangire
National Park, terra custodita dai Masai, di cui abbiamo
registrato i canti ritmici, riprendendoli con le loro vesti
rosso cremisi. Abbiamo visto i leoni distesi su un kopje baciato
dal sole nel Serengeti. Abbiamo fatto un safari in mongolfiera,
da cui abbiamo ripreso la Grande Migrazione. Più a ovest,
abbiamo attraversato le foreste smeraldine del Gombe Stream.
Posso dire che guardare negli occhi di uno scimpanzé significa
riconoscere le nostre origini, come pensava Jane Goodall, la cui
fondazione avrà il nostro sostegno. Infine, il viaggio termina
sulle rive del lago Tanganica, con le sue profonde acque color
zaffiro".
L'Africa ha ispirato dunque la collezione Primavera/Estate
2027, nei colori e nelle fantasie. Come quelle delle camicie di
seta che l'imprenditore-creativo fiorentino ha realizzato per il
Nobel Nelson Mandela, divenuto nel tempo un "amico speciale".
Print che tornano nei completi di pantaloni e camicie di seta
pura, nei colori che ricordano le terre e le acque della
Tanzania. L'uomo di Stefano Ricci è infatti un esploratore che
indossa la sahariana e i bermuda in pelle, che sono una novità.
Mentre i pantaloni lunghi hanno quasi sempre la coulisse,
elemento che piace perchè conferisce praticità.
Tutti i capi sono realizzati in fibre nobili come cotone,
lane leggere, lino e seta, in cotone Giza 45, in lino in mischie
con lane iper leggere, nelle cromie naturali che piacevano ad
Hemingway. Tasche a soffietto, piccoli ottagoni sono
impercettibili dettagli che punteggiano ogni modello. Tutto è
fatto a mano, anche i giubbotti di pelle intrecciata, portati su
cargo grintosi. Ai piedi, le sneaker con suole 3D, l'Alpha Yarn
più candido. Lo smoking è nei tessuti dell'Antico Setificio
Fiorentino che rileggono antichi motivi Maasai per giacche,
camicie bianche e pantaloni neri. La tavolozza cromatica
comprende blu tanzanite, nero intenso, bianco neve del
Kilimanjaro, beige safari, tabacco Serengeti, verde Gombe
Forest, avion Tanganyika, rosa antico Tarangire, arancio/mattone
Masai, malva Hadzabe.
La strategia di espansione geografica prevede per il 2026 le
prossime aperture a Batumi (Georgia) e a Città del Messico. La
Stefano Ricci spa ha chiuso il 2025 con un fatturato consolidato
a 217 milioni di euro (+1% al netto di componenti straordinarie)
Q1 2026, ricavi stabili nonostante le forti criticità
geopolitiche.
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