Da oltre tre mesi i bianconeri rincorrono le stesse priorità: portiere e centravanti. Intanto il ritiro va avanti, il campionato si avvicina e l'allenatore lavora con delle pedine destinate a cambiare aria
?Voi penserete a un errore di stampa, perché non si può cominciare un articolo - ed in fondo è la verità - con un punto interrogativo. Ma quel punto interrogativo è la sintesi, stringente più di qualsiasi parola, della situazione attuale in casa Juventus. Già, la Juventus. Alle prese con un problema che più evidente non potrebbe essere: quello di dover rispondere a se stessa, alle proprie esigenze, senza avere una risposta adeguata. Direte: ma in fondo è quello che stanno passando un po’ tutti. Vero fino a un certo punto. Perché, a differenza di altri, e qui sta il punto, il mercato in casa bianconera è praticamente cominciato il 9 aprile, giorno in cui Spalletti ha firmato il nuovo contratto - legandosi per almeno altre due stagioni - con uno scenario davanti assolutamente chiarissmo. Dover individuare il suo nuovo portiere e il suo nuovo centravanti, perché già da allora era chiaro che Di Gregorio non facesse più parte dei programmi e altrettanto che bisognasse cercare un numero 9 senza confidare troppo nel rinnovo di Vlahovic o nella capacità di David e Openda di prendersi anche in futuro la responsabilità del reparto avanzato.


